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La fauna mondiale conta ufficialmente una specie nuova, una cicala che è di casa anche in Ticino e in Mesolcina (GR). La popolazione del Monte San Giorgio, nel Mendrisiotto, è la più consistente di tutto l'arco alpino, scrivono i suoi scopritori, ricercatori basilesi e colleghi esteri, in un articolo pubblicato sulla rivista Zoological Journal of the Linnean Society.

Battezzato Cicadetta sibillae, l'insetto è una delle ormai dieci specie di Cicadidi (nella tassonomia animale la famiglia a cui appartiene la maggior parte delle cicale) presenti sul territorio nazionale.

Per l'aspetto la nuova specie, che ha un'apertura alare di quattro centimetri, è estremamente simile ai suoi parenti più prossimi. Per determinarne lo statuto di specie distinta, il dottorando Thomas Hertach, del gruppo di biogeografia dell'università di Basilea, e i suoi colleghi renani, slovacchi e statunitensi hanno proceduto a un attentissimo esame morfologico, genetico e soprattutto "musicale". Il canto delle cicale, che serve ai maschi per attirare le femmine, è infatti tipico per ogni specie.

L'area di distribuzione di C. sibillae si estende da Napoli alla Svizzera meridionale. È particolarmente abbondante nell'Appennino settentrionale, afferma Hertach, citato in un comunicato odierno dell'ateneo basilese.

In Ticino se ne contano una dozzina di popolazioni, tra cui quella del Monte San Giorgio è la più folta delle Alpi. In Mesolcina la nuova specie è segnalata con effettivi modesti in due zone: appena scoperta e già minacciata di estinzione sul territorio cantonale, secondo le autorità grigionesi, che hanno quindi pianificato misure di protezione in collaborazione con l'organizzazione ambientalista Pro Natura.

L'habitat prediletto è costituito da foreste termofile di latifoglie e prati secchi con cespugli. I ricercatori ritengono che il processo di speciazione risalga ad almeno un milione di anni fa, in un'epoca in cui volgeva al termine una glaciazione. La specie ha probabilmente visto la luce in regioni miti da cui i ghiacciai si sono ritirati.

La specificità del canto delle cicale era già stata descritta nel 1849 dal ricercatore svizzero Johann Jacob Bremi. I suoi lavori sono però poi stati dimenticati e hanno ritrovato piena attualità dal 2000 in seguito a dettagliati studi acustici, ricorda il comunicato dell'alta scuola renana.

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SDA-ATS