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Scoperto il gene che causa la miopia, ma solo nelle persone che durante l'infanzia hanno trascorso molto tempo leggendo o sforzando comunque da vicino la vista, come accade con tablet e smartphone.

A 'scovarlo' sono stati alcuni ricercatori dell'università di Cardiff, come spiegano nello studio pubblicato sulla rivista Plos Genetics.

Usando una banca dati di circa 14mila persone, gli studiosi hanno visto che le persone con una certa variante del gene Aplp2 hanno una probabilità 5 volte maggiore di sviluppare la miopia durante l'adolescenza, se da bambini hanno letto un'ora o più ogni giorno. Quelli che invece, pur avendo la variante 'rischiosa' del gene, hanno letto per meno tempo, non sono più a rischio di diventare miopi. "Sappiamo da decenni che la miopia è causata dai geni - spiega Andrei Tkatchenko, coordinatore dello studio - e dalle interazioni con i fattori ambientali, come la lettura o fare cose da vicino, ma finora non si era trovata una prova consistente. Questa è la prima dimostrazione dell'interazione gene-ambiente nella miopia".

Anche se non è ancora noto come la variante genetica di Aplp2 causi la miopia, i ricercatori pensano che la variante rischiosa possa aumentare la quantità di proteina Aplp2 prodotta nell'occhio, portando ad una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. In particolare hanno visto che i topi, esposti ad un ambiente visivo simile a quello della lettura, erano meno a rischio di sviluppare miopia quando c'era poca proteina Aplp2 nell'occhio. "Riducendo il livello di Aplp2 nell'occhio - continua - si può ridurre la sensibilità alla miopia indotta dall'ambiente. Ciò ci offre la possibilità di sviluppare una terapia per prevenire la miopia in tutti, indipendentemente dalla variante Aplp2 di cui si è portatori". Ma perché si arrivi ad una terapia del genere, serviranno ancora anni.

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SDA-ATS