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Un grande sospiro di sollievo, da Bruxelles alle capitali europee, sino a Washington, ha accolto la sconfitta del fronte indipendentista scozzese e il conseguente scampato pericolo su una nuova turbolenza finanziaria e l'indebolimento del governo inglese.

Il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, dopo essersi imposto da giorni un tassativo silenzio, definisce il successo dei 'sì'", "un bene per un'Europa unita, aperta e più forte".

Lo stesso Barack Obama, che invece s'era schierato alla vigilia del voto, dà il suo "benvenuto" alla vittoria degli unionisti. Gli scozzesi, afferma in una nota, "attraverso un dibattito appassionato e pacifico hanno ricordato al mondo gli enormi contributi della Scozia al Regno Unito e al mondo. E ora si dicono a favore del mantenimento della Scozia all'interno del United Kingdom". Quindi, parlando di Londra, ribadisce che gli Usa "non hanno un alleato più stretto".

Decisamente sollevato anche il premier spagnolo, il popolare Mariano Rajoy, per un voto che almeno per il momento evita di dare nuova linfa alla sua spina nel fianco, il separatismo catalano.

Contenta anche Angela Merkel: "Non mi sono immischiata prima, e per questo ora mi limito a dire: rispetto il risultato. Ma lo dico con un sorriso", afferma sorniona la Cancelliera tedesca.

Insomma, la tenuta del cosiddetto 'Reunited Kingdom' piace un po' a tutti, a destra come a sinistra: una formula che, malgrado la buona affermazione degli 'identitari' in kilt, per ora ha evitato un terremoto politico e economico dalle conseguenze globali imprevedibili, in un momento in cui faticosamente l'Unione europea sta cercando di trovare un punto di equilibrio tra la tenuta dei conti pubblici e nuove politiche di crescita.

Il primo a commentare a caldo, di prima mattina, è il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz: "Ammetto, sono sollevato dalla vittoria del no", confessa a una radio il leader socialdemocratico tedesco, prima ancora dell'arrivo dei dati ufficiali. Più temperato il giudizio di Pierre Moscovici, il socialista francese commissario europeo designato all'economia: "Il voto scozzese dà il via libera a un Regno Unito in un'Europa unita". Ma poi aggiunge, preoccupato: " Dobbiamo anche ascoltare il messaggio del 'sì'". Positivo il commento su twitter del segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland: "l'importante è che il processo sia stato democratico". Infine, la soddisfazione di Herman Van Rompuy, presidente uscente del Consiglio europeo: "Il Regno Unito è e rimarrà un importante membro dell'Unione europea per il bene di tutti i cittadini e gli Stati membri".

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SDA-ATS