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Non solo il poeta del 'Fanciullinò, legatissimo alle sorelle. Giovanni Pascoli è stato un frequentatore di bordelli. L'inedita scoperta, relativa al periodo giovanile, emerge dal carteggio con il fratello Raffaele.

Emerge da una delle 389 lettere secretate, contenute nel fondo pascoliano dell'archivio della Scuola Superiore Normale di Pisa, reso solo recentemente accessibile e svincolato.

È lì che vien fuori una lettera inequivocabile sul fatto che il giovane Pascoli a Matera frequentasse le case di tolleranza: qui Giovanni annota, tra le spese "65 lire al mese per mangiare, 25 per dormire, 7 alla serva, 2 al casino (necessità), 15 in libri (più che necessità)".

Parte di quei documenti sono stati pubblicati nel libro fresco di stampa "Pascoli Innamorato. La vita sentimentale del Poeta di San Mauro", curato da Rosita Boschetti, direttrice del Museo Casa Pascoli di San Mauro Pascoli, presentato oggi nella sua casa natale.

Un libro che racconta un'altra storia e che soprattutto ribalta l'immagine del poeta di San Mauro, sedimentata e consolidata da anni da parte della sorella Maria. "Gina Pascoli, figlia di Raffaele, fratello del poeta, alla sua morte aveva secretato i documenti per 50 anni, dal giorno della sua scomparsa avvenuta nel 1965 - spiega Rosita Boschetti - Probabile che a influenzare ciò fosse stata la sorella del poeta, Maria, che una volta visto il contenuto fosse intervenuta per non renderli pubblici".

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SDA-ATS