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Scure S&P su crescita Cina, Burberry's chiude negozi

L'impatto del coronavirus sull'economia reale rischia di essere pesante: gli economisti tagliano le stime di crescita della Cina, e alcune grosse aziende vi riducono la presenza. KEYSTONE/EPA/CARMO CORREIA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2020 - 20:54
(Keystone-ATS)

L'impatto del coronavirus sull'economia reale rischia di essere pesante: con gli economisti che tagliano le stime di crescita della Cina, aziende come Burberry's e Toyota che riducono la presenza in Cina, e ripercussioni possibili a livello globale.

L'esplosione del coronavirus riporta ai massimi l'incertezza sul 2020. Standard & Poor's Global Ratings ha tagliato al 5% (dal 5,7%) le stime di crescita dell'economia cinese, in previsione di un impatto forte nel primo trimestre seguito da una ripresa. Moody's mette a rischio la crescita attesa al 5,8%, un tasso già bassissimo per la Cina, al netto di un probabile stimolo della Banca centrale. Ma alcuni economisti sono più drastici: temono un crollo del tasso di crescita 2020 di due punti percentuali, rispetto al circa 6% atteso in precedenza.

In Cina lo stop ai collegamenti aerei di decine di compagnie, il taglio al 15% dell'attività delle raffinerie in vista del fermo agli impianti produttivi (fra l'altro Wuhan è un'enorme area industriale), il caos sanitario e logistico hanno ripercussioni sui partner commerciali in una catena delle forniture globale iper-integrata: basti pensare a FCA, che ha avvertito del rischio di chiudere un impianto in Europa.

E poi c'è l'impatto pesante sui consumi dei cinesi, con una gelata al turismo e alla domanda di beni di lusso da parte dei cinesi. Dopo la chiusura integrale degli store di nomi come Apple e Ikea, Toyota ha appena annunciato la chiusura degli stabilimenti in Cina fino al 16 febbraio. Burberry's vede "un effetto negativo sulla domanda di lusso" e annuncia operatività ridotta e la chiusura di 24 su 64 negozi in Cina continentale. E si muove anche Airbnb, che consente di cancellare gratuitamente le prenotazioni se un viaggio è interessato dal nuovo focolaio di coronavirus, sia per la meta finale che per quella di partenza.

In molti s'interrogano su quale potrebbe essere l'impatto per l'economia globale: il precedente della Sars nel 2003 è di poco aiuto, perché allora la Cina rappresentava il 4% del Pil globale: oggi è il 16%, e vale un terzo della crescita globale. Quello che succede in Cina pesa quindi molto di più. Goldman Sachs ha stimato che il coronavirus potrebbe togliere fino a 0,4 punti percentuali di crescita al Pil statunitense nel primo trimestre. Altre stime dicono che un punto percentuale di crescita cinese in meno comporta oltre un decimale in meno di crescita in Germania.

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