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Se Snowden venisse in Svizzera Berna non l'estraderebbe

Se Edward Snowden, l'ex consulente dell'Agenzia della sicurezza nazionale americana, venisse in Svizzera quale testimone nell'ambito di un procedimento penale, Berna non lo estraderebbe verso gli Stati Uniti. "Soltanto obblighi statali superiori" potrebbero far cambiare atteggiamento. Lo scrive il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) in un documento in possesso dell'ats e di alcuni altri media.

Il MPC sta attualmente portando avanti "varie verifiche" a proposito di "attività condotte da Stati esteri in Svizzera", ha affermato laconicamente Francesco Maltauro, coordinatore dei servizi del procuratore generale dell'MPC, commentando notizie riportate da "SonntagsZeitung" e "Le Matin Dimanche".

In questo contesto generale il MPC ha redatto lo scorso novembre "un chiarimento alla seguente questione: quali regole andrebbero rispettate se Edward Snowden venisse condotto in Svizzera e gli Stati Uniti inoltrassero una domanda di estradizione?". Vengono prese in esame quattro ipotesi.

Da esse emerge che la Svizzera non consegnerebbe il cittadino americano qualora l'oggetto del procedimento avesse una carattere prettamente politico ai sensi della nozione elvetica, scrive il MPC. L'estradizione verrebbe pure rifiutata se gli atti per i quali è richiesta rappresentano un reato politico o se la domanda sembra fondata politicamente. Anche l'accusa di tradimento verrebbe considerata da Berna come reato politico; inoltre l'estradizione verrebbe rifiutata se Snowden rischiasse la condanna a morte negli USA.

Nell'ambito di un'istruttoria di carattere penale condotta dal MPC a Snowden verrebbe fornito un salvacondotto e l'Ufficio federale di giustizia non potrebbe arrestarlo al fine di un'estradizione. Soltanto obblighi statali superiori, quali ad esempio accordi tra gli Stati che prevedono altre disposizioni, potrebbero relativizzare questa posizione, secondo Berna.

Edward Snowden, che attualmente si trova in Russia dove ha ottenuto un permesso di residenza di tre anni, è accusato negli USA di spionaggio e furto di documenti di proprietà dallo Stato, reati per i quali rischia 30 anni di carcere. Ha fatto pervenire ai media decine di migliaia di documenti che comprovano l'attività dell'Agenzia della sicurezza nazionale americana: per gli USA si tratta di "tradimento".

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