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L'aumento dei frontalieri non pesa sui salari della manodopera indigena. È quanto emerge da un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (Seco) che, in risposta a un postulato inoltrato nel 2011 dal consigliere nazionale Laurent Favre (PLR/NE), ha analizzato la situazione del mondo del lavoro dall'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.

Il testo, in cui si sottolinea che l'evoluzione dell'impiego nei cantoni di frontiera non è fondamentalmente diversa da quella registrata nel resto del Paese, è stato approvato oggi dal Consiglio federale.

Con il rafforzamento del franco le regioni di frontiera sono diventate più attraenti, rileva la Seco, ricordando come soprattutto nei cantoni romandi e in Ticino si sia assistito a una forte crescita del numero di frontalieri. Malgrado la loro presenza, i salari percepiti dalla manodopera indigena sono in generale rimasti stabili, sottolinea la Seco, secondo cui, a livello statistico non può essere dimostrata alcuna influenza negativa di questo fenomeno sullo sviluppo salariale regionale.

Per quanto riguarda il Ticino, e in base alle risposte fornite dalle autorità cantonali a un questionario, viene sottolineata la difficile situazione dell'impiego: senza prendere in considerazione solo gli iscritti a un ufficio regionale di collocamento, ma basandosi sulla definizione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, emerge che nel cantone il tasso di disoccupazione risulta essere "nettamente più elevato", distaccandosi dalla tendenza in atto in Svizzera.

Desta inoltre preoccupazione, fra le autorità ticinesi, la crescente proporzione di frontalieri nel settore terziario, in concorrenza con la manodopera indigena. Stando alle informazioni fornite alla Seco dal cantone, i frontalieri guadagnano in media l'8% in meno della manodopera locale. La difficile situazione economica registrata in Italia non fa che accentuare questi timori. Secondo Bellinzona il vigore del franco ha influenzato l'attuale struttura economica della regione, colpendo in particolare l'export, il commercio al dettaglio e il turismo, continua la Seco.

Nel suo rapporto, Berna conclude ricordando che i cantoni hanno la possibilità di reagire in maniera appropriata ai problemi evidenziati. Le autorità del mercato del lavoro dispongono delle misure in grado di sostenere i disoccupati indigeni e di proteggerli dagli abusi.

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SDA-ATS