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La crescita demografica è uno dei fattori che spiegano perché l'economia in Svizzera resiste meglio rispetto agli altri paesi europei, dato che incide direttamente sull'evoluzione di aggregati macroeconomici, quali i consumi e l'edilizia.

Secondo Bruno Parnisari, responsabile del settore "congiuntura" presso la Segreteria di stato dell'economia (SECO), "l'economia svizzera non deve riassorbire squilibri interni di rilievo, come è il caso di diversi paesi europei, che si trovano confrontati con sforzi di consolidamento di bilancio molto importati".

Parnisari ha fatto presente che l'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, valuta la crescita potenziale del Pil svizzero al 2%, un tasso nettamente superiore a quello degli altri paesi del Continente, Germania compresa. Questo dato indica il livello che un'economia può raggiungere quando gli squilibri del mercato vengono riassorbiti.

La crescita economica degli ultimi trimestri non riguarda tutti i settori di attività: l'industria e la costruzione continuano a registrare una flessione di valore aggiunto e il trend delle esportazioni rimane incerto.

La metà dell'aumento dei consumi privati è peraltro dovuta a caratteristiche particolari, dato che proviene da spese sanitarie, come parcelle del dentista, medico, ospedali. Le altre tipologie di acquisti - vetture nuove, mobili - non si sono ancora risollevate completamente.

Il responsabile della SECO ha detto che sui primi sei mesi la performance dell'economia elvetica è risultata, di poco, superiore alle attese. L'aggiornamento delle previsioni per l'insieme del 2013 è in programma tra due settimane e i dati saranno pubblicati il 19 settembre.

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SDA-ATS