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Secondo Fabio Regazzi il congedo paternità è sopportabile per PMI

Secondo il consigliere nazionale Fabio Regazzi, il progetto di congedo paternità di due settimane è "sopportabile" anche per i piccoli imprenditori. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 febbraio 2020 - 10:37
(Keystone-ATS)

Secondo il consigliere nazionale Fabio Regazzi, candidato alla presidenza dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), il progetto di congedo paternità è "sopportabile" per le piccole e medie aziende.

Il sostegno a un congedo paternità si sente soprattutto da parte delle PMI romande, afferma il deputato PPD di Gordola in un'intervista pubblicata oggi da Matin Dimanche. Anch'egli - aggiunge - all'inizio non era molto convinto dell'idea di concedere un congedo paternità di due settimane, ma ora lo considera opportuno e sopportabile anche per i piccoli e medi imprenditori.

Fabio Regazzi concede che tale congedo costerà alle aziende, ma che nel contesto attuale è un sacrificio che bisogna accettare. Inoltre l'assenza dei nuovi padri dal lavoro è in parte compensata dalla diminuzione del numero di giovani che effettuano il servizio militare.

Bisognerà ancora discuterne, ma le maggioranze possono cambiare, dice Regazzi al domenicale. E - sottolinea - all'interno dell'USAM le posizioni sono molto più differenziate di quanto si dica.

A suo parere l'USAM non dovrebbe opporsi a tale congedo: "sarebbe un errore strategico". Nel peggiore dei casi, l'associazione dei piccoli imprenditori potrebbe astenersi dal fare campagna, come prevede l'Unione svizzera degli imprenditori.

Sarà il popolo a dover decidere sulle due settimane di congedo di paternità. Il referendum promosso dall'UDC, da alcuni membri dei giovani liberali-radicali e del PPD, si è concluso questa settimana con 55'120 firme valide.

La proposta in votazione prevede che le due settimane - in una volta sola o spalmate su singoli giorni - vadano sfruttate entro sei mesi dalla nascita di un figlio. Il congedo sarebbe finanziato mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG), per un onere finanziario globale stimato in 230 milioni di franchi all'anno. L'attuale aliquota per i contributi IPG (0,45%) dovrà essere aumentata di 0,05 punti.

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