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La consigliera di Stato urana Barbara Bär alla presentazione del progetto relativo al centro per richiedenti asilo a Seelisberg

Keystone/URS FLUEELER

(sda-ats)

La consigliera di Stato urana Barbara Bär (PLR) si dice scioccata dal comportamento degli abitanti del comune di Seelisberg (UR) che giovedì le hanno impedito di presentare il progetto relativo al centro per richiedenti asilo.

Bär critica anche l'atteggiamento delle autorità comunali.

La responsabile del dicastero opere sociali - in un'intervista alla "Neue Urner Zeitung" di oggi - ha dichiarato di non aver dormito bene né molto dopo quanto successo. Non aveva mai visto così tante emozioni, rancore e odio in 20 anni di vita politica all'esecutivo.

Si è trattato di un rifiuto organizzato, ha detto Bär. Non le è stata data alcuna opportunità di informare in modo obiettivo, smentire voci e presentare soluzioni. Bär ha criticato il comportamento di rappresentanti dell'esecutivo e del legislativo che secondo la consigliera di Stato avrebbero riscaldato l'atmosfera invece di cercare di calmare le acque.

Bär rifiuta le critiche rivolte alla politica d'informazione del consiglio di Stato. Il sindaco del comune è stato messo al corrente con molto anticipo del progetto del centro per richiedenti asilo, prima dell'ispezione del luogo di accoglienza e della firma del contratto. La seduta d'informazione è stata preparata d'accordo con le autorità comunali.

Secondo la consigliera di Stato PLR queste avrebbero dovuto domandarsi molto prima come coinvolgere la popolazione e come comunicare le cose in modo da far comprendere i doveri del Cantone e le soluzioni da trovare.

Giuridicamente il comune non può impedire la creazione di un centro per richiedenti asilo nell'hotel Löwen per circa 60 persone. Bär prevede di convocare una tavola rotonda con rappresentanti del Cantone, del Comune e del gruppo di interesse "Soluzione sensata in materia di asilo a Seelisberg" (Vernünftige Asyllösung für Seelisberg).

Il governo urano intende alloggiare richiedenti asilo da metà ottobre a Seelisberg, ha detto Bär, aggiungendo che il numero di persone resta ancora da definire.

Secondo l'idea del Cantone i richiedenti asilo saranno presi a carico 365 giorni, 24 ore su 24. La presenza della polizia sarà rafforzata per garantire la sicurezza nel villaggio. Una hotline è prevista per la popolazione. Un gruppo di accompagnamento deve infine studiare possibilità di occupazione di utilità pubblica per i richiedenti asilo.

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SDA-ATS