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Il recente accordo sul nucleare iraniano "sta a dimostrare che importanti controversie politiche internazionali possono essere risolte in maniera pacifica facendo ricorso alla via diplomatica".

E' il massaggio che giunge dalla visita del Segretario di Stato Yves Rossier in Iran, nei giorni scorsi.

La visita di quattro giorni è stata parte delle consultazioni politiche regolari tra la Svizzera e l'Iran, informa un comunicato odierno del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Gli ultimi colloqui di questo tipo si erano tenuti a Morat (FR) nel 2014.

Rossier ha incontrato numerosi responsabili iraniani, tra cui il suo omologo, il viceministro iraniano degli esteri per le questioni americane ed europee Majid Takht Ravanchi, il viceministro degli esteri per le questioni arabe e africane Hossein Amir Abdollahian e il ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif.

Si è inoltre intrattenuto con il consigliere per gli affari internazionali della Guida Suprema Ali Akbar Velayati, il segretario dell'ufficio per i diritti umani Mohammad Javad Larijani, il vicesegretario del consiglio supremo di sicurezza nazionale Saeed Iravani e il capo di gabinetto del presidente Mohammad Nahavandian.

"Si è discusso di diversi temi riguardanti la politica, tra cui il recente accordo globale sul programma nucleare iraniano", fa sapere il DFAE. Questo accordo costituisce "un segnale forte" che deriva dal lavoro diplomatico.

Sono stati oggetto di discussione anche il calendario relativo all'abolizione delle sanzioni e le relazioni economiche bilaterali, come pure la politica regionale, in particolare la situazione nello Yemen, in Siria, in Iraq e in Libano, nonché le relazioni tra l'Iran e i suoi vicini.

Svizzera e Iran hanno inoltre convenuto gli ulteriori passi da intraprendere in materia di dialoghi istituzionalizzati sulle questioni dei diritti umani e della giustizia.

Il viaggio ufficiale del segretario di Stato si è concluso con la visita di due province importanti, il Khuzestan e il Khorasan dove, nel quadro di incontri ufficiali, si è discusso delle conseguenze della conclusione dell'accordo sull'economia del Paese e sul suo posizionamento politico nella regione e sulla scena internazionale, conclude il DFAE.

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SDA-ATS