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BERNA - Il segreto bancario non è affatto sulla via del tramonto e resta un principio fondamentale dello Stato di diritto elvetico: a dirlo è Mister Dati, Hanspeter Thür, in un'intervista pubblicata oggi sull'edizione online della rivista "Schweizer Monatshefte". A suo parere, tale bastione della sfera privata va quindi protetto sia dai detrattori, sia dagli evasori fiscali.
L'attuale discussione in Svizzera "mi irrita", dichiara Thür nell'intervista, alludendo ai recenti attacchi al segreto bancario e deplorando l'assenza di una "lobby stabile a difesa della sfera privata". "Stiamo parlando di un bene importante, assolutamente da preservare". "I cittadini vanno protetti dagli sguardi indiscreti sia dello Stato, sia dei privati". Per questo motivo, "non è permesso lo scambio automatico di dati bancari riguardanti clienti onesti", afferma Mister Dati.
L'estensione alla Svizzera di tale sistema in vigore nell'Unione europea è recentemente tornata di attualità dopo i contenziosi fiscali tra Berna da un lato, Parigi e Berlino dall'altro. In questo contesto Thür si dice contrario all'acquisto di dati bancari rubati, come deciso dal governo tedesco: il "fine non giustifica i mezzi", afferma.
Mister Dati non chiude però neppure gli occhi di fronte al "peccato, tutt'altro che veniale", di chi evade il fisco intenzionalmente. Non ci si "dimentica" di dichiarare 50'000 franchi, ha osservato il preposto federale alla protezione dei dati, denunciando tale abuso del segreto bancario.

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SDA-ATS