Navigation

SEM: Confederazione mantiene restrizioni entrata con Italia

I cittadini elvetici potranno recarsi in Italia e poi ritornare nella Confederazione, mentre per gli italiani che vogliono entrare in Svizzera rimangono le restrizioni alla frontiera (foto d'archivio) KEYSTONE/Pablo Gianinazzi sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 giugno 2020 - 16:34
(Keystone-ATS)

È ancora troppo presto per riaprire le frontiere con l'Italia. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha deciso di mantenere le restrizioni d'entrata nonostante la Penisola abbia deciso di abolirle da domani, 3 giugno.

La decisione su una riapertura avverrà in un secondo tempo in collaborazione con il Ticino, gli altri Cantoni confinanti e gli Stati limitrofi. Nel frattempo gli spostamenti al di là del confine rimangono sconsigliati.

"Poiché ritiene che sarebbe prematuro concedere la reciprocità all'Italia a partire dalla suddetta data, la Svizzera, alla stregua degli altri Paesi limitrofi dell'Italia, ha informato il governo italiano sulla decisione di mantenere fino a nuovo avviso le restrizioni in vigore", precisa la SEM in una nota odierna.

Tuttavia, i cittadini elvetici e del Liechtenstein - oltre agli stranieri titolari di un permesso di soggiorno nella Confederazione - che si recheranno in Italia potranno tornare in Svizzera. Il turismo degli acquisti rimane però vietato, mentre gli spostamenti e i viaggi sono solamente sconsigliati, ma non proibiti.

I cittadini svizzeri potranno dunque recarsi regolarmente in Italia per motivi turistici, incontrare conoscenti o congiunti, nonché uscire a cena oltreconfine, aggiunge un comunicato odierno dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC).

Nessuna entrata a fini turistici

Valgono invece regole diverse per chi dall'Italia ha intenzione di recarsi in Svizzera. La decisione unilaterale di Roma - non coordinata con gli Stati limitrofi - di riaprire da domani i confini con i Paesi dell'area Schengen non ha affrettato il Consiglio federale. Il governo elvetico non si è infatti ancora pronunciato in merito, sebbene le autorità federali intendono ripristinare la libera circolazione delle persone e la libertà di viaggio in tutto lo spazio Schengen al più tardi entro il prossimo 6 luglio.

Dall'Italia alla Svizzera rimarranno in vigore i controlli ai valichi di frontiera e l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) si opporrà all'entrata di persone che non adempiono le condizioni. "Il divieto include ad esempio la ricerca di un lavoro o l'entrata a fini turistici", sottolinea la SEM, aggiungendo però che è possibile varcare il confine se l'entrata "è urgentemente necessaria a causa della situazione personale", ma non per visite in generale.

Non verranno inoltre riaperti ulteriori valichi di frontiera con l'Italia e i frontalieri potranno - come accaduto finora - entrare in Svizzera e tornare al loro domicilio oltreconfine.

Sarà in vigore anche una sorta di "corridoio": gli stranieri che vogliono transitare dalla Svizzera per raggiungere l'Italia, oppure tornare dalla Penisola verso il loro Paese di appartenenza, potranno farlo. Tuttavia, "se vi è motivo di credere che dopo l'entrata non sia possibile lasciare la Svizzera", essa sarà rifiutata.

A partire dal prossimo 15 giugno - a seconda dell'evoluzione epidemiologica - la Confederazione, l'Austria, la Francia e la Germania aboliranno in modo coordinato le rispettive restrizioni di viaggio.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.