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Serbia: autorità vietano il Gay Pride

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2011 - 17:16
(Keystone-ATS)

Le autorità serbe hanno vietato il Gay Pride e tutte le altre manifestazioni pubbliche in programma per il fine settimana a Belgrado. Lo ha riferito la Tanjug. Il ministero dell'interno di Belgrado, motivando il divieto, ha parlato di "aumento dei rischi per la sicurezza".

La decisione, è stato precisato, è stata presa sulla base della legge relativa ai raduni pubblici e agli assembramenti di cittadini. La legge prevede il divieto di raduni e manifestazioni pubbliche se vi sia interruzione del trasporto pubblico, minaccia alla salute, alla morale pubblica o alla sicurezza di persone e cose. Sempre secondo la legge, gli organi competenti sono tenuti ad annunciare il divieto non più tardi di 12 ore prima dell'ora stabilita per la manifestazione.

Il divieto, ha precisato il ministero dell'interno, non riguarda tuttavia le manifestazioni sportive e culturali. Domani e dopodomani a Belgrado sono in programma le semifinali e le finali degli Europei di pallavolo femminile. Una delle due semifinali vede impegnata l'Italia contro la Germania, l'altra la Serbia con la Turchia.

Gruppi di ultranazionalisti omofobi hanno annunciato contromanifestazioni anti-gay per domani e domenica, e il timore delle autorità è che si ripetano le violenze e i gravi disordini avvenuti al Gay Pride dello scorso anno, con un bilancio di oltre trecento fra arresti e feriti, in gran parte agenti di polizia.

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