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Cinque persone sono state uccise e almeno 20 sono rimaste ferite quando un uomo è entrato in un caffè nel nord della Serbia e ha cominciato a sparare sui clienti con un Kalashnikov. L'uomo è stato arrestato.

L'attacco è avvenuto alle 01:40 ora locale, in un villaggio vicino alla città di Zrenjanin (80 chilometri nord da Belgrado). In un comunicato la polizia precisa che l'uomo identificato solo come Z.S. ha ucciso la moglie e un'altra donna, prima di sparare in modo casuale contro gli altri.

La strage è avvenuta nel villaggio di Zitiste. Come riferito da alcuni testimoni alle tv, l'omicida, il 38enne Z.S., è entrato nel caffè 'Makijato' dove ha visto la moglie con un gruppo di amici. È quindi corso a casa tornando con un kalashnikov con il quale ha aperto il fuoco sui presenti. A cadere sotto la pioggia di proiettili sono state per prime la moglie e un'altra donna, probabilmente una sua amica, poi l'uomo ha fatto fuoco sul resto dei clienti presenti nel locale. Sembra che tra i feriti vi siano almeno tre minorenni.

Delle cinque vittime due sono morte sul colpo, le altre tre in ospedale, dove sono stati condotti i circa venti feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Secondo il ministro dell'interno serbo Nebojsa Stefanovic, giunto rapidamente sul posto, all'origine della tragedia vi sarebbe la gelosia dell'uomo, che ha sparato con un'arma posseduta illegalmente. Per questo il ministro ha lanciato un appello alla popolazione a consegnare le armi illegali, che parte della popolazione nei Balcani detiene ancora in grande quantità in conseguenza delle guerre degli anni novanta. Stefanovic ha detto che l'uomo che ha compiuto la strage era una persona senza alcun precedente penale e che mai prima aveva avuto problemi con la polizia.

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SDA-ATS