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Due persone sono morte in Serbia a causa delle inondazioni provocate dalle piogge incessanti che da due giorni interessano buona parte del Paese balcanico.

Una vittima si è avuta in un sobborgo di Belgrado, una persona che nella notte si è rifiutata di abbandonare la sua abitazione come richiesto dai soccorritori. L'altra è un vigile del fuoco che ha perso la vita nel tentativo di salvare una persona in difficoltà per l'acqua alta nei pressi di Valjevo, nella Serbia centrale.

Le autorità hanno decretato lo stato di emergenza in una ventina di Comuni interessati più da vicino dalle inondazioni, e finora sono state evacuate e messe in salvo più di 500 persone. Alle operazioni di soccorso partecipano anche unità dell'Esercito. Le zone più disastrate sono quelle intorno a Cacak, Valjevo, Sabac, Loznica, Ub, Ljig, Gornji Milanovac.

A Belgrado, anch'essa interessata da piogge forti e incessanti, il sindaco Sinisa Mali ha disposto la chiusura delle scuole oggi e domani, con diverse strade importanti di comunicazione interrotte in vari punti, comprese quelle che portano al sud e in Montenegro. Anche numerosi tratti ferroviari sono interrotti a causa degli allagamenti. Sotto osservazione il livello di Danubio e Sava, i due grandi fiumi che a Belgrado hanno la loro confluenza.

La situazione per l'acqua alta è critica anche nella vicina Bosnia-Erzegovina, dove diversi corsi d'acqua sono straripati, compresa la Miliacka, il fiume che attraversa Sarajevo. Nella capitale alcuni quartieri sono privi di elettricità.

SDA-ATS