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Se n'è andata l'ex 'regina' della Jugoslavia comunista. È morta oggi a Belgrado, a 89 anni, Jovanka Broz, vedova di Tito e protagonista della parabola che ha visto la nascita e la fine della Federazione. Jovanka Broz era nata nel dicembre del 1924 nel villaggio di Pecan, regione di Lika (Croazia occidentale), nell'allora Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

A soli 17 anni si era unita ai partigiani jugoslavi e venne assegnata alla prima Brigata Femminile e si distinse anche come infermiera. Con la fine della guerra entrò a far parte della segreteria di Tito e lo sposò nel 1952. Aveva 32 anni meno del leader jugoslavo.

Sono le sue presunte ambizioni politiche, e le speculazioni su di esse, a far deteriorare il rapporto con Tito alla fine degli anni '70. E il giugno del '77, in occasione di un ricevimento in onore di una delegazione norvegese, è l'ultima occasione nella quale la coppia viene vista in pubblico.

Jovanka va a trovare Tito in ospedale durante la sua malattia, ma immediatamente dopo i funerali del presidente jugoslavo - il 4 maggio 1980 - le viene ordinato di abbandonare la residenza presidenziale di Belgrado.

Da quel momento Jovanka perde tutto: proprietà, passaporto, possibilità di circolare liberamente, diritto di comparire in pubblico. È solo grazie alla visita del ministro per i Diritti Umani e delle minoranze Rasim Ljajic che Jovanka, nel gennaio 2006, inizia a vivere in condizioni dignitose. Nel luglio 2009 le vengono restituiti i documenti, passaporto e carta di identità. Il 23 agosto viene ricoverata in un ospedale di Belgrado dove oggi è morta.

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SDA-ATS