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Serbia: notte di scontri a Belgrado, almeno 71 arresti

A Belgrado la scorsa notte ci sono state diverse ore di scontri e violenze nei pressi del parlamento. Sono rimasti feriti 14 poliziotti, mentre 71 dimostranti violenti sono stati arrestati. KEYSTONE/EPA/ANDREJ CUKIC sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2020 - 12:59
(Keystone-ATS)

A Belgrado, dopo diverse ore di scontri e violenze avvenuti la scorsa notte davanti al parlamento, la polizia ha ripreso il controllo della situazione. Negli scontri sono rimasti feriti 14 poliziotti, mentre 71 dimostranti violenti sono stati arrestati.

Lo ha detto oggi il capo della polizia serba Vladimir Rebic parlando in una conferenza stampa. Ha aggiunto che fra gli arrestati figurano diversi cittadini stranieri provenienti da Montenegro, Tunisia, Bosnia-Erzegovina, Gran Bretagna.

Complessivamente, dall'inizio delle proteste antigovernative nei giorni scorsi - ha affermato Rebic - i poliziotti feriti e che sono stati costretti alle cure dei medici sono stati più di 130. Molti altri hanno subito ferite più leggere. Nelle violenze, ha detto il capo della polizia, sono rimasti feriti anche diversi giornalisti e cineoperatori.

Si sono registrati scontri e risse anche fra gruppi contrapposti di manifestanti, e una persona è stata accoltellata. Tutti i responsabili delle violenze e delle aggressioni a poliziotti e persone pacifiche saranno chiamati a risponderne nei termini di legge.

Secondo i media fra gli arrestati figura anche un cittadino tunisino. Negli incidenti dei giorni scorsi erano stati arrestati altri due stranieri, uno dei quali israeliano.

I manifestanti hanno ingaggiato a lungo una autentica guerriglia con gli agenti in assetto antisommossa. Al fitto lancio di oggetti di ogni tipo - pietre, bottiglie petardi - la polizia ha riposto con cariche, manganelli e lacrimogeni. Numerosi i cassonetti incendiati, le aiuole distrutte, i segnali stradali divelti, le finestre infrante.

Negli scontri sono rimasti feriti, fra gli altri, diversi giornalisti, fotoreporter e cineoperatori, alcuni colpiti dai dimostranti più violenti, altri coinvolti loro malgrado negli scontri. Due giornalisti dell'agenzia Beta sono stati condotti in ospedale con ferite e fratture, vittime di aggressioni sono stati una reporter della Tanjug e una troupe dell'emittente televisiva N1.

I media riferiscono anche di uno dei dimostranti violenti ripreso da una videocamera posta sull'edificio del parlamento mentre fa il saluto nazista.

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