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Serbia: presidenziali, ultimi appelli Tadic e Nikolic

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 maggio 2012 - 21:22
(Keystone-ATS)

Il riformista e europeista Boris Tadic e il conservatore Tomislav Nikolic, che si affronteranno nel ballottaggio presidenziale di domenica in Serbia, hanno concluso questa sera la campagna elettorale lanciando gli ultimi appelli a sostegno dei rispettivi programmi e invitando gli elettori a recarsi in massa alle urne.

"Il 20 maggio sarà un referendum su dove andrà la Serbia, se continuerà nel suo cammino verso l'Unione europea o se se si perderà per strada. È un referendum sul nostro futuro, sul futuro della nostra regione", ha detto il presidente uscente Tadic davanti a 20 mila sostenitori riuniti nella Beogradska Arena, il grande palazzo dello sport che a Belgrado ospita tutte le maggiori manifestazioni sportive e i concerti più importanti.

Con tutto lo stato maggiore del Partito democratico (Ds), la formazione riformista presieduta da Tadic, al raduno erano presenti tra gli altri il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik e l'ex ministro della difesa francese Alain Richard, che ha portato il saluto e il sostegno del neoeletto presidente socialista François Hollande.

Con messaggi video, hanno dato il loro appoggio a Tadic anche il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, il capo del gruppo socialista all'Assemblea di Strasburgo Hannes Swoboda e il premier slovacco Robert Fico. A favore di Tadic ha parlato tra gli altri il padre del campione di tennis Novak Djokovic, Srdjan.

Tomislav Nikolic ha concluso la campagna elettorale con un messaggio televisivo registrato nel quale ha invitato gli elettori a recarsi domenica alle urne "per punire Tadic e il suo governo per le tante promesse non mantenute".

Ieri sera i due sfidanti si sono affrontati in un serrato duello televisivo dal quale, secondo la maggioranza degli osservatori, è uscito vincitore Tadic, che i sondaggi del resto danno in netto vantaggio su Nikolic. La campagna elettorale si chiuderà definitivamente a mezzanotte, e gli elettori avranno due giorni di riflessione prima del voto di domenica.

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