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"A lungo termine è chiaro che il riconoscimento fra Serbia e Kosovo è una precondizione per entrare nell'Unione Europea". Questa la posizione netta lanciata oggi dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, dopo il colloquio con il premier serbo, Ivica Dacic, a Bruxelles.

"Ai nostri occhi - ha spiegato Schulz, che ha discusso con Dacic insieme al presidente della delegazione dell'Europarlamento per le relazioni con la Serbia, Eduard Kukan - uno sviluppo pacifico delle relazioni fra Serbia e Kosovo deve terminare con un riconoscimento reciproco".

Per arrivare al riconoscimento reciproco di Pristina e Belgrado "siamo ben consci - ha proseguito Schulz - che c'è molto lavoro e ci sono molti ostacoli davanti". Senza entrare in dettagli che spettano alle diplomazie, "lo scopo per il Parlamento europeo - ha precisato Schulz - è che la Serbia entri nell'UE e risponda ai criteri, ed è chiaro che relazioni pacifiche e sostenibili fra i due paesi è il nostro obiettivo, difficile da raggiungere adesso, ma non impossibile".

Schulz non risparmia critiche anche per gli Stati membri: una delle difficoltà infatti è che all'interno della stessa Ue ci sono cinque paesi che non riconoscono Pristina (Spagna, Slovacchia, Romania, Grecia e Cipro, ndr) quindi "non solo chiediamo alla Serbia di riconoscere il Kosovo - ha affermato il presidente dell'Europarlamento - ma dobbiamo fare anche noi il nostro lavoro nell'Ue". Nel frattempo "quello che sottolineiamo oggi - ha concluso Schulz - è che al di là delle necessità diplomatiche dobbiamo assicurare la pace e non la violenza: questo è l'obiettivo numero uno".

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SDA-ATS