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Sarà Aleksandar Vucic il prossimo presidente della Serbia.

KEYSTONE/AP/DARKO VOJINOVIC

(sda-ats)

Vittoria annunciata per Aleksandar Vucic che, stando a dati preliminari in possesso dell'agenzia Ipsos, ha stravinto già al primo turno le presidenziali di oggi in Serbia, con una percentuale oscillante fra il 57% e il 58%.

Al secondo posto, ma molto distanziato e con una percentuale di circa il 14%-15% di consensi, si piazza l'ex ombudsman Sasha Jankovic, seguito dal giovane ed eccentrico campione dell'anti-politica e anti-establishment Luka Maksimovic, alias Ljubisa Preletacevic Beli, con poco più del 9%, mentre al quarto posto figura l'ex ministro degli esteri Vuk Jeremic che avrebbe ottenuto il 5,5%. Percentuali minori sono andate all'ultranazionalista Vojislav Seselj e agli altri sei candidai in lizza.

Tutti i sondaggi della vigilia davano il premier conservatore e europeista vincitore già nel primo turno elettorale di oggi e gli osservatori a Belgrado ritengono che il largo successo di Vucic verrà confermato dalla commissione elettorale, che ha annunciato i primi dati preliminari per le 22.

Una mancata vittoria al primo turno sarebbe stata una mezza sconfitta per il premier, che al seggio stamane si era augurato un esito elettorale a favore della stabilità della Serbia e della continuità delle riforme. I suoi principali avversari avevano sperato di poter mettere il bastone fra le ruote al premier e costringerlo al ballottaggio del 16 aprile, ma così non è stato: la partita sembra ormai chiusa a favore del premier, che gode di una enorme popolarità in Serbia.

Confermando la sua eccentricità e spirito provocatorio, Luka Maksimovic si era dichiarato vincitore già pochi minuti dopo la chiusura dei seggi. "Abbiamo stravinto con oltre il 67%", ha detto. Al suo quartier generale hanno immediatamente preso a festeggiare con canti, balli e fuochi artificiali. Le operazioni di voto - che si sono tenute anche per i serbi del Kosovo con la supervisione dell'Osce - si sono svolte in modo sostanzialmente corretto e regolare. Come hanno riferito sia la commissione elettorale sia i vari gruppi di osservatori, alcune irregolarità minori denunciate da più parti e taluni casi di pressioni e tentativi di comprare voti non sono stati tali da inficiare il regolare svolgimento della consultazione. L'affluenza è risultata intorno al 50%, in calo di circa due punti sulle precedenti presidenziali del 2012, vinte da Tomislav Nikolic al ballottaggio su Boris Tadic.

Vucic, che è premier dal 2014, votando stamane al suo seggio di Belgrado, si era detto fiducioso che le elezioni potranno garantire alla Serbia ulteriore stabilità e il prosieguo delle riforme economiche, importanti per il cammino europeo del Paese.

L'integrazione europea è stato infatti finora uno degli obiettivi prioritari di Aleksandar Vucic, un ex ultranazionalista e ministro dell'informazione di Slobodan Milosevic, convertitosi una decina di anni fa a posizioni molto più moderate e apertamente filoeuropeiste. Cosa questa che gli ha guadagnato i favori delle cancellerie europee, a cominciare da Angela Merkel. Ma Vucic ha detto chiaramente che non intende rinunciare ai buoni rapporti con la Russia di Vladimir Putin, con il quale mantiene relazioni molto strette e amichevoli. Gli osservatori ritengono che, con il successo nelle presidenziali, Vucic darà maggiore visibilità e peso politico alla carica di capo dello stato, che in Serbia è prettamente simbolica e cerimoniale.

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SDA-ATS