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I servizi segreti svizzeri hanno subito un furto di dati da parte di un dipendente, ma la falla è stata individuata e le informazioni sono state messe al sicuro. Lo ha indicato oggi il Dipartimento federale della difesa (DDPS), a quanto sembra poco prima che il caso diventasse di dominio pubblico attraverso la stampa.

La sottrazione in seno al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) è avvenuta a "inizio estate", precisa il DDPS. "Grazie ai controlli di sicurezza e a pertinenti informazioni, il SIC è stato in grado di reagire rapidamente", si legge in un comunicato. Le autorità competenti hanno quindi potuto recuperare i dati ed evitare che fossero trasmessi a terzi.

Nei confronti del dipendente è stata presentata una denuncia penale al Ministero pubblico della Confederazione, che sta attualmente indagando sul caso. Vi saranno anche non meglio precisate conseguenze in materia di rapporto di lavoro. Nel frattempo il SIC ha adottato ulteriori misure per impedire l'abuso di dati. "Per motivi inerenti alla protezione della personalità e a causa del procedimento penale in corso non possono essere fornite informazioni dettagliate", conclude la nota.

In realtà la vicenda risale a prima dell'estate: è stato infatti in maggio che la Delegazione delle Commissioni della gestione (DCG) è stata informata, ha indicato all'ats il suo presidente, Pierre-François Veillon (SVP/VD). A suo avviso è positivo il fatto che i commissari siano stati subito messi al corrente. Veillon non è invece in grado di dire perché l'opinione pubblica venga a sapere del caso solo diversi mesi dopo.

A questo proposito una risposta è arrivata nel pomeriggio dalla SonntagsZeitung (SZ). Secondo il domenicale il DDPS ha diffuso il suo comunicato solo perché confrontato con domande relative al caso da parte dei suoi giornalisti. Stando alle ricerche della SZ la procura federale è stata orientata sull'accaduto il 25 maggio e lo stesso giorno ha arrestato il 43enne sospettato di reato. In una perquisizione sono stati trovati i dati. L'uomo è rimasto poi in detenzione preventiva per sei settimane.

Sempre secondo il settimanale l'indagato lavorava da diversi anni per i servizi segreti, dapprima per il Servizio informazioni strategico (SIS), e poi per il SIC (entità in cui dal primo gennaio 2010 è confluito sia il SIS, sia il Servizio di analisi e prevenzione SAP). Aveva accesso a documenti riservati, anche di servizi esteri. All'interno del SIC e del DDPS solo pochi conoscevano la vicenda: il personale è infatti stato informato solo oggi, osserva ancora la SonntagsZeitung.

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SDA-ATS