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Riprendono oggi pomeriggio i dibattiti alle Camere federali, dibattiti che si concluderanno solo in tarda serata.

Diversi gli argomenti principali in agenda al Consiglio nazionale (14.30-21.45), che verranno affrontati dopo la tradizionale ora delle domande: si tratta dell'iniziativa popolare "A favore del servizio pubblico" e della mozione inerente la compensazione delle emissioni di CO2 all'estero.

Prima però di passare a questi due temi, la Camera del popolo dovrà terminare l'esame - incominciato la settimana scorsa - del controprogetto all'iniziativa popolare dei Verdi "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse".

Il controprogetto fin qui adottato - elaborato sotto forma di revisione della Legge sulla protezione dell'ambiente - è molto più blando rispetto a quello presentato in febbraio dal Consiglio federale. Come già successo agli Stati, i rappresentanti dei partiti "borghesi" hanno fatto passare una visione più vicina ai bisogni dell'economia.

In merito invece all'iniziativa sul servizio pubblico lanciata da "Spendere Meglio", "K-Tipp", "Saldo" e "Bon à Savoir", la Commissione preparatoria invita il Plenum a bocciare il testo, così come già fatto lo scorso settembre dal Consiglio degli Stati.

Il testo esige che, in materia di prestazioni di base, la Confederazione non miri a conseguire profitti, non sovvenzioni trasversalmente altri settori dell'amministrazione e non persegua interessi fiscali. Inoltre, l'iniziativa intende impedire che i salari e gli onorari dei dirigenti delle aziende parastatali siano più alti di quelli dei dirigenti dell'amministrazione federale.

Per la maggioranza della commissione, simili richieste nuocerebbero alle aziende controllate dalla Confederazione.

Una giornata non meno impegnativa attende anche il Consiglio degli Stati (15.15-Open end). Dopo l'esame a livello di divergenze della Legge sulle attività informative della Confederazione - norma che dovrebbe essere approvata ancora durante questa sessione - , i "senatori" incominceranno l'esame, esteso su tre giorni, della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.

Questo progetto prevede l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni, un aumento dell'IVA e una diminuzione del tasso di conversione. Le rendite dovrebbero però rimanere immutate grazie anche ad un aumento dei prelievi sui salari. Previsto pure un incremento dei vitalizi versati dall'AVS.

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SDA-ATS