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Un poliziotto con una lampada segnaletica arancione.

(sda-ats)

Un 31enne è stato multato nel canton San Gallo per aver segnalato, seppure in modo enigmatico, su Facebook un controllo stradale di polizia.

La Procura lo aveva condannato con un decreto d'accusa a una multa di 500 franchi, un giudice unico distrettuale l'ha ora ridotta a 200 franchi, cui si aggiungono 1250 franchi di spese giudiziarie.

La sera dello scorso 26 marzo, alle 20.18, l'uomo aveva avvertito via telefonino sulla pagina del gruppo Facebook "Rennleitung SG", che conta circa 30'000 aderenti, che un controllo di polizia era in corso a Abtwil, presso San Gallo. Non lo aveva però fatto in modo diretto ma parlando di "ragazzini" ("Znünibuebe" nell'originale in dialetto locale) con "bottiglie di Ovo arancioni in mano" (un probabile riferimento alle torce illuminanti a luce arancione usate dagli agenti di notte per intimare agli automobilisti di fermarsi).

La polizia ha saputo dopo pochi minuti della segnalazione e la Procura gli ha inflitto per decreto d'accusa una multa di 500 franchi, contro la quale l'uomo ha ricorso, cosicché la vicenda è finita in tribunale.

Il giudice del tribunale distrettuale di San Gallo non ha creduto all'imputato quando questi ha sostenuto di aver voluto segnalare agli altri automobilisti la presenza di bambini e giovani che si divertivano per strada, in modo da evitare incidenti. Ha dunque confermato la condanna per segnalazione di controlli della circolazione (art. 98a della legge sulla circolazione stradale), pur riducendo la multa inflittagli dal procuratore.

Per il magistrato infatti l'avvertimento, seppure "formulato cripticamente", non poteva che indicare il controllo di polizia. È "impensabile", afferma, che bambini o ragazzi stessero scorrazzando in quel preciso luogo proprio mentre era in corso il controllo di polizia. Segnalare pubblicamente controlli ufficiali della circolazione stradale è vietato dall'inizio del 2013 e lo indica anche la pagina Facebook di "Rennleitung SG", fa notare il magistrato.

Il condannato ha detto oggi all'ats che accetta la sentenza e che non presenterà ricorso. Dal canto suo, un portavoce della Procura sangallese ha indicato che sono già stati emanati nel cantone della Svizzera orientale diversi atti d'accusa per la segnalazione pubblica di controlli di polizia e che nella maggior parte dei casi le multe vengono accettate.

SDA-ATS

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