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La forza del franco continua a frenare la crescita degli affari di SGS (Société Générale de Surveillance): fra gennaio e maggio la valuta elvetica ha avuto un impatto nell'ordine di 150 milioni di franchi, ha indicato in un'intervista all'agenzia finanziaria Awp il presidente della direzione Chris Kirk.

L'obiettivo per il fatturato 2014, fissato tre anni or sono a 8 miliardi e nel frattempo già ridotto a 6,9 miliardi, non sarà raggiunto, ha spiegato Kirk. Pure fuori portata è il traguardo relativo al margine operativo al 19,5% (rivisto dal 20%).Per gli anni seguenti il manager si aspetta comunque tuttora una crescita organica annua compresa fra il 6 e il 9%.

Kirk ha anche annunciato l'intenzione di espandere l'attività in Svizzera, dove SGS è relativamente poco nota, considerando che il gruppo dà lavoro a livello mondiale a 80'000 persone. Questo secondo il CEO si spiega con il fatto che il fatturato nella Confederazione è di solo circa 20 milioni di franchi. In tutti i casi la società rimarrà anche in futuro fortemente diversificata a livello geografico. Essere percepita come azienda elvetica è comunque un vantaggio: "è un'eccellente carta da visita".

Il lavoro, in mondo sempre più regolamentato non mancherà: Kirk ha citato nuovi standard relativi a cibo, vestiti, auto, elettrodomestici. "Molti costruttori esternalizzano i controlli, in modo da potersi concentrare sulla produzione: noi ne approfittiamo". Un interessante potenziale è costituito dalle verifiche nelle catene dei prodotti: a questo proposito il manager ha fatto l'esempio dello scandalo della carne di cavallo nei prodotti pronti al consumo.

Riguardo alle acquisizioni SGS conferma la sua strategia dei piccoli passi. E agli azionisti Kirk annuncia il versamento, nei prossimi tre anni, di dividendi perlomeno al livello dei 65 franchi pagati per l'ultimo esercizio.

SDA-ATS