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Un ex dipendente del crematorio di Sciaffusa è stato condannato ad una pena pecuniaria e a una multa per aver scambiato le ceneri di una defunta. Il decreto d'accusa che lo riguarda è cresciuto in giudicato, ma la vicenda non è ancora chiusa: l'uomo sostiene infatti di aver agito con la complicità di altri due collaboratori che non intendono accettare l'accusa.

Il procuratore responsabile Peter Sticher ha confermato all'ats una notizia in tal senso pubblicata oggi dal quotidiano "Schaffhausen Nachrichten". Riconosciuto colpevole di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari, l'ex collaboratore del crematorio si è visto infliggere una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 140 franchi e una multa di 1100 franchi.

I fatti risalgono al mese di marzo del 2014: a poche ore dal funerale, l'uomo si rese conto che una defunta non era ancora stata cremata. Decise quindi di riporre in un'urna ciò che restava delle cremazioni precedenti e consegnò agli ignari famigliari un attestato falso.

In un primo momento nessuno si accorse di nulla. Fino a quando il dipendente ha rassegnato le dimissioni e ha raccontato l'accaduto durante un colloquio con i suoi superiori. Trattandosi di un delitto perseguibile d'ufficio è intervenuto il Ministero pubblico.

Malgrado la condanna definitiva, la vicenda rischia ora di occupare anche un tribunale. Due altri collaboratori del crematorio accusati di complicità non intendono infatti accettare il decreto d'accusa emesso nei loro confronti.

Anche l'inchiesta del Ministero pubblico non è ancora conclusa. Dopo che la vicenda è venuta alla luce, ai famigliari della defunta è stata consegnata una seconda urna ed è stato organizzato un nuovo funerale. L'uomo condannato sostiene però che anche nella seconda urna non si trovavano le ceneri della donna.

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SDA-ATS