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Il Tribunale d'appello di Sciaffusa ha inasprito oggi la pena inflitta alla giovane donna che nel luglio del 2011 uccise il padre a coltellate e ferì gravemente la madre a Beringen (SH). Mentre in primo grado la 24enne fu condannata a 18 anni di reclusione per assassinio e tentato assassinio, ora è stato deciso il carcere a vita. La ragazza dovrà inoltre sottoporsi a una terapia di tipo stazionaria mentre il Tribunale cantonale nel dicembre del 2012 ne aveva disposto una ambulatoriale.

La corte ha così dato seguito alla richiesta della procuratrice. La difesa, ritenendo invece che si sia trattato di omicidio e tentato omicidio intenzionali, auspicava una pena detentiva della durata di dieci anni. Qualora la ragazza venisse invece condannata per assassinio aveva chiesto che la privazione della libertà non superasse i dodici anni.

Il fatto di sangue risale al mese di luglio del 2011. L'allora 21enne, insultata in precedenza dal padre, si recò a casa dei genitori e colpì 17 volte con un coltello il 52enne, che dormiva sul divano, e ferì gravemente la madre 51enne accorsa in aiuto. Solo il fratello riuscì a fermare la giovane che dopo una breve fuga venne arrestata dalla polizia.

Ieri in aula la giovane, che soffre di depressioni, aveva dichiarato che in seguito alle offese subite per anni "da tempo progettavo di uccidere mio padre. Non sono pentita, l'unica via d'uscita era il suicidio". La 24enne aveva affermato di provare compassione per le persone che hanno sofferto per il suo atto ma non per le vittime. Anche i suoi genitori non l'avrebbero compatita.

SDA-ATS