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La situazione della Svizzera dal punto di vista della politica di sicurezza si è fatta più complessa, secondo i servizi segreti elvetici. Il jihadismo di individui e gruppuscoli radicalizzati rimane la minaccia maggiore, ma preoccupa anche il conflitto ucraino.

Esso rappresenta una nuova fase dello storico conflitto Est-Ovest, rileva il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nel suo annuale "rapporto sulla situazione" presentato oggi a Berna.

"Un'era che ha visto riassorbirsi i conflitti tra Stati in Europa si è conclusa per far posto a una nuova era di confronto strategico sui piani politico, economico e militare", scrive il SIC. Una delle conseguenze: per l'esercito svizzero, i termini di preallerta, generalmente abbastanza stabili finora, tendono ad accorciarsi. Più globalmente, la complessità delle sfide cui si trovano a far fronte gli organi della politica di sicurezza si è ancora accresciuta.

Il pericolo maggiore rimane il terrorismo islamico. "La Svizzera, certo, non è direttamente nella linea di mira dei gruppi jihadisti, ma rimane minacciata in quanto paese che fa parte dello spazio europeo", analizza il SIC. La concorrenza tra Stato islamico e Al Qaida per esercitare l'egemonia nel movimento jihadista ha ancora aggravato la situazione. I viaggiatori jihadisti, ma anche "individui e gruppuscoli radicalizzati con altri mezzi, rappresentano attualmente la più grande minaccia terroristica che incombe sull'Europa", ritiene il servizio di intelligence elvetico.

Questa minaccia può essere ridotta soltanto in collaborazione con gli altri paesi e con le persone interessate, afferma il ministro della difesa Ueli Maurer nella sua introduzione al rapporto "La sicurezza della Svizzera" 2015. In questa lotta - aggiunge - sono soprattutto i musulmani stessi ad assumere una rilevanza di primo piano: "Svolgono un ruolo importante per individuare in tempo persone che si radicalizzano e possono intervenire per impedire questo fenomeno". Maurer ritiene pure utile promuovere l'"Islam illuminato".

Ciberspionaggio sempre attuale

Per i servizi segreti svizzeri, lo spionaggio "continua ad essere di attualità". Quanto emerso dalle rivelazioni di Edward Snowden è sempre "all'ordine del giorno, sebbene non abbia potuto essere provata alcuna attività diretta concretamente contro la Svizzera".

Anche in futuro - prevede il SIC - lo spionaggio economico, politico e militare continuerà ad essere praticato in Svizzera, visto lo standard tecnologico della sua industria e il ruolo del paese nella ricerca internazionale e quale piazza finanziaria. In questo ambito l'intelligence elvetica continua a temere la minaccia costituita dal ciberspionaggio, che comporta pure "il rischio di manipolazione di dati fino al sabotaggio".

Estremismo di destra e sinistra meno pericoloso

Da qualche tempo la situazione è invece migliorata per quanto riguarda l'estremismo di destra e di sinistra, ritiene ancora il SIC. Rimane certo il potenziale di violenza di questi gruppi radicali. La loro attività non rappresenta però più, negli ultimi anni, una minaccia per lo Stato, ritiene il Servizio delle attività informative della Confederazione.

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SDA-ATS