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La vendita di sigarette elettroniche contenenti nicotina deve rimanere proibita in Svizzera e occorrono maggiori restrizioni anche per quelle senza nicotina: a chiederlo sono due società di pneumologi in una presa di posizione pubblicata sull'ultimo numero del Bollettino dei medici svizzeri. Non è stata fatta ancora chiarezza sull'utilità e sui rischi, sostengono gli specialisti dell'apparato respiratorio.

Un mese fa il Policlinico universitario di Losanna, dopo aver interpellato una quarantina di esperti in materia, aveva pubblicato un rapporto in cui si preconizzava una liberalizzazione del mercato della sigaretta elettronica, ma a determinate condizioni: divieto di fumo nei luoghi pubblici, una specifica legislazione, vendita limitata agli adulti e norme chiare sulla qualità. Inoltre sarebbe opportuno un elenco restrittivo delle sostanze autorizzate nella sigaretta, così come la definizione di una concentrazione massima di nicotina.

D'altro parere sono la Società svizzera di pneumologia (SSP) e la Società svizzera di pneumologia pediatrica (SGPP). Nella loro presa di posizione, reperibile anche su internet, raccomandano alle autorità competenti di mantenere il divieto di vendita in vigore delle e-sigarette e dei liquidi contenenti nicotina, finché non sia stata fatta chiarezza su utilità e rischi. I dati attualmente a disposizione - affermano - non sono sufficienti.

Le sigarette elettroniche con nicotina - rilevano SSP e SGPP - sono in parte decantate quale quale mezzo atto a far perdere il vizio di fumare, ma sulla loro efficacia al riguardo i pareri divergono fra gli esperti. Inoltre - aggiungono - i fumatori che passano all'e-sigaretta rimangono dipendenti dalla nicotina.

Attualmente le sigarette elettroniche con nicotina non possono essere vendute in Svizzera ma l'importazione in quantità limitata per uso proprio è permessa. Le e-sigarette senza nicotina possono invece essere vendute liberamente.

Secondo SSP e SGPP entrambe le varianti - con e senza nicotina - devono essere considerate alla stessa stregua dei prodotti del tabacco, con i relativi divieti e restrizioni riguardanti i minori di 18 anni, l'utilizzo negli spazi pubblici chiusi (in treni, autobus, tram e battelli sono già espressamente proibite), l'importazione, la pubblicità e lo sponsoring, nonché l'imballaggio con messa in guardia.

Dal primo aprile 2012, su decisione del Consiglio federale, le sigarette elettroniche sono esentate dall'imposta sul tabacco. Secondo le due società mediche devono invece essere colpite da un'imposta equivalente.

Lo scorso novembre, il governo aveva annunciato che avrebbe definito la sua strategia in materia di e-sigarette entro la prossima estate, nell'ambito del disegno di legge sui prodotti del tabacco e tenendo conto degli sviluppi a livello internazionale. Un progetto preliminare sarà inviato in consultazione prossimamente.

L'Ufficio federale della sanità pubblica, sul suo sito web, rileva che "secondo l'attuale stato delle conoscenze, le e-sigarette sono nettamente meno nocive delle sigarette di tabacco". L'UFSP raccomanda comunque "cautela nel consumo". La composizione dei prodotti, infatti, è "spesso poco chiara" e gli effetti a lungo termine sulla salute sono ancora "in gran parte sconosciuti". Inoltre, il vapore di alcune e-sigarette contiene sostanze cancerogene (aldeidi).

Analogamente alle sigarette tradizionali - indica ancora l'UFSP - il consumo regolare di e-sigarette contenenti nicotina può provocare dipendenza. La nicotina è un forte neurotossico, accelera il battito cardiaco e provoca una restrizione dei vasi sanguigni periferici. Inoltre, in seguito a uso improprio o inalazione dei liquidi di ricarica contenenti nicotina, sussiste il pericolo di avvelenamento, che nei casi più gravi può avere conseguenze letali.

SDA-ATS