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Il presidente francese Emmanuel Macron durante la cerimonia funebre

KEYSTONE/AP POOL/MICHEL EULER

(sda-ats)

Simone Veil entra nell'Olimpo dei grandi di Francia.

A meno di una settimana dalla morte, il 30 giugno, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato, in occasione dei funerali di Stato a Parigi, che le spoglie della sopravvissuta di Auschwitz - figura simbolo dell'emancipazione femminile e dell'Europa unita - verranno trasferite assieme a quelle del marito Antoine sotto alla cupola del Pantheon, dove risposano le figure più illustri della République.

"Ho deciso che Simone Veil e suo marito riposeranno al Pantheon", ha annunciato Macron, chiudendo il solenne intervento davanti alla bara della 'guerriera' dei diritti civili avvolta nel tricolore bleu-blanc-rouge al centro del cortile degli Invalides, con le bandiere Ue a mezz'asta e quelle francesi listate a lutto.

Una decisione "presa di comune accordo la famiglia", testimonianza dell'"immenso ringraziamento del popolo francese per una delle sue figlie più amate, il cui esempio, non dimenticheremo mai", ha aggiunto.

Dal giorno della scomparsa, venerdì, all'età di 89 anni, si erano moltiplicati gli appelli affinché le spoglie della donna nata il 13 luglio del 1927 a Nizza venissero deposte nel sacrario simbolo della République, il cui frontone in stile neoclassico recita: "Ai grandi uomini, la Patria riconoscente".

L'ex ministra della Salute madre della legge Veil sul diritto all'aborto (1974) e prima presidente dell'Europarlamento (1979-1982) è la quinta donna ad accedere al Pantheon dopo le due eroine della Resistenza, Germaine Tillion e Geneviève de Gaulle-Anthonioz, la chimica Marie Curie e la scienziata Sophie Berthelot.

Ai funerali, oltre a Macron, le alte cariche dello Stato, tra cui i presidenti emeriti François Hollande e Nicolas Sarkozy, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, la famiglia Veil, e tanti cittadini venuti a darle un ultimo saluto. Tra gli interventi, quello di uno dei due figli, Pierre-François Veil, che ha passato in rassegna le battaglie della madre, dalla difesa dei più deboli, fino alla causa femminile e la lotta "per un'Europa di pace, solidarietà e progresso".

"Questo omaggio è la tua ultima vittoria sui campi della morte", ha aggiunto in riferimento alla deportazione ad Auschwitz, il 13 aprile 1944 insieme alla madre e alla sorella, a solo 16 anni, immonda tragedia che le strapperà anche i genitori. Tra i tanti cittadini accorsi ai funerali aperti al pubblico, Anne Gillet, 40 anni, spiega di esserci voluta essere "perché Simone Veil è importantissima per me.

Sono franco-tedesca, sono qui per quello che ha rappresentato in termini di riconciliazione, di perdono". La cerimonia si è chiusa sulle note della Marsigliese, seguite dall'Inno alla Gioia, e il Moorsoldatenlied, il canto dei deportati. Accanto a Simone Veil, sotto alla cupola del Pantheon, riposerà anche il fedele marito Antoine Veil, scomparso nel 2013, che l'accompagnò per tutta la vita e ora anche nell'eternità.

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SDA-ATS