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La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga ha partecipato oggi a Riga, in Lettonia, su invito della locale presidenza dell'Ue, a una riunione informale del Consiglio dei ministri della giustizia e degli interni dell'Unione. Tutti si sono trovati d'accordo sulla necessità di sfruttare al massimo le opportunità offerte dall'accordo di Schengen per lottare contro il terrorismo di matrice islamista.

Gli attentati di inizio anno a Parigi hanno orientato le discussioni, indica un comunicato diffuso oggi dalla Segreteria generale del DFGP. Vi è stata unanimità, in parte di facciata, anche sulla necessità di uno scambio di informazioni più intenso tra le autorità di sicurezza ed Europol, l'agenzia dell'Ue finalizzata alla lotta al crimine a cui ha aderito anche Berna.

Europol dovrebbe essere potenziata per diventare il fulcro dello scambio di informazioni, ha detto Sommaruga in una conferenza stampa nella capitale lettone. L'unanimità sulla centralità dell'agenzia è percorsa da qualche crepa. La ministra austriaca degli interni Johanna Mikl-Leitner non ha esitato a criticare alcuni Stati, senza menzionarli esplicitamente, a suo dire restii nel trasferire informazioni a Europol.

I ministri degli interni (ossia della pubblica sicurezza) si sono pure espressi a favore dell'attuazione immediata in Europa del cosiddetto "Passenger Name Record" (PNR, registrazione dei dati dei passeggeri dei voli), così da poter seguire gli spostamenti dei jihadisti. Sistemi di sorveglianza PNR esistono ad esempio negli Stati Uniti.

La presidente della Confederazione ha sottolineato che, prima di procedere a eventuali revisioni di Schengen, vanno sfruttati in modo coerente gli strumenti esistenti. Tutti gli Stati membri dello Spazio omonimo dovrebbero ad esempio sistematicamente confrontare i documenti dei viaggiatori in entrata con le banche dati di Interpol, la vasta organizzazione internazionale di cooperazione in materia di lotta al crimine, come già fa la Svizzera.

L'utilizzazione di queste banche dati ha il vantaggio di non ledere in alcun modo le norme di Schengen, ha aggiunto la responsabile del DFGP. I ministri hanno infatti dovuto tenere conto dell'essenza dell'accordo: il rafforzamento di controlli è difficile da applicare perché i cittadini dello spazio Schengen non possono essere sottoposti sistematicamente a verifiche quando vi fanno ingresso.

I ministri degli affari interni hanno dunque chiesto una "proposta mirata per emendare" il Codice sulle frontiere Schengen in una dichiarazione congiunta.

Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha presentato la decisione della Commissione Ue (che in questo caso ha pieno potere di attuazione), "nuove misure" e "aggiornamenti tecnici" al Sistema informativo Schengen (SIS), che permettono uno scambio di informazioni più "rapido e puntuale" sulle persone sospettate di terrorismo, "ma in un contesto legale Schengen immutato".

Sommaruga ha sottolineato che il pericolo costituito da persone che tornano in Europa dopo aver combattuto all'estero (spesso designati con con l'espressione inglese foreign fighter, propriamente combattenti all'estero) concerne tutti gli Stati europei, inclusa la Confederazione, e che l'attenzione delle autorità di sicurezza non deve essere rivolta soltanto ai viaggiatori con finalità jihadiste, ma anche a coloro che si radicalizzano senza recarsi nelle zone di conflitto.

La ministra di giustizia e polizia elvetica e i ministri dell'interno dell'Ue concordano anche sulla necessità di combattere la radicalizzazione che avviene in internet e nei media sociali. Anche i provider di servizi internet dovrebbero adoperarsi a tal fine. I ministri hanno inoltre riconosciuto la massima priorità della lotta contro il traffico illecito di armi.

Durante il pranzo di lavoro i ministri hanno discusso anche delle attuali sfide nel settore della migrazione, soprattutto la lotta più efficiente contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Sommaruga ha richiamato l'attenzione sugli standard d'alloggio, sulle misure d'integrazione e sulle quote di riconoscimento nel settore dell'asilo, tuttora divergenti negli Stati di Dublino. Tali divergenze favoriscono la migrazione all'interno dell'Europa e indeboliscono il sistema Dublino e dovrebbero essere eliminate, ha ammonito.

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SDA-ATS