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La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga chiede una politica d'asilo comune a livello europeo. Attualmente 10 paesi europei tra cui la Svizzera, dei 32 aderenti al sistema Dublino, registrano il 90% delle domande d'asilo di tutta Europa, rileva la consigliera federale socialista in interviste pubblicate oggi dal giornale romando "Le Temps" e dal "Corriere del Ticino".

"Vi è uno squilibrio", "è necessario riflettere su come sia possibile rendere questo accordo più efficace", aggiunge Sommaruga. La ministra di giustizia e polizia propone sopratutto l'applicazione di standard simili nelle procedure e la diminuzione delle disparità concernenti la probabilità di ottenere l'asilo per i richiedenti di alcune nazionalità.

Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), non vi sono mai stati così tanti profughi al mondo dal 1945. "Hanno superato la soglia dei 50 milioni", precisa Sommaruga. "In una tale situazione di crisi è necessario spartirsi le responsabilità", aggiunge.

Di fronte al flusso massiccio di migranti che arrivano sul suo territorio, l'Italia dev'essere "sostenuta dagli altri paesi, con mezzi finanziari e umani. La Svizzera lo ha già fatto", sostiene Simonetta Sommaruga nell'intervista a "Le Temps". Affermazione leggermente sfumata in quella al "Corriere", in cui si accenna anche ai "doveri di accoglienza": "La Svizzera ha fatto molta pressione in questo senso".

"Quasi 10'000 siriani hanno trovato rifugio in Svizzera dall'inizio della guerra civile" nel paese mediorientale, indica ancora la consigliera federale. L'Unione europea conta di accogliere un nuovo contingente di 10'000 siriani da ripartire tra i diversi paesi. "Se è possibile accordarsi su un modello solido (...) la Svizzera fornirà il suo contributo", anticipa Simonetta Sommaruga.

Berna prevede per quest'anno in Svizzera tra 27'000 e 31'000 nuove richieste d'asilo. Una cifra superiore a quella preventivata dall'Ufficio federale della migrazione per il 2014: il numero dovrebbe oscillare tra le 24 e le 25'000.

La ministra non esclude la possibilità che possibili terroristi arrivino in Svizzera come richiedenti asilo. Per questo motivo la Segreteria di Stato alla migrazione trasmette i dossier di persone proveniente da certi paesi ai servizi segreti affinché verifichino se ci sono legami con il terrorismo."Questi controlli non sono una novità, sono sempre stati fatti (...). Ma è vero che sono aumentati negli ultimi tempi".

Alludendo ai jihadisti europei partiti a combattere in Siria e Iraq la consigliera federale sottolinea un nuovo fenomeno: "Finora il terrorismo era importato, ora viviamo una situazione nuova, anche l'Europa esporta il terrorismo". È nostra responsabilità evitare che questo succeda".

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SDA-ATS