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Simula Coronavirus per non fare la fila, arrestata

Non si era mossa da Rio, ma ha voluto fare la furba. KEYSTONE/EPA/MARCELO SAYAO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2020 - 16:20
(Keystone-ATS)

Una donna è stata arrestata presso l'unità di pronto soccorso (Upa) di Copacabana, nella Zona Sud di Rio de Janeiro, dopo aver simulato di aver contratto il nuovo coronavirus in seguito a un viaggio in Cina.

Secondo gli agenti della polizia civile, che l'hanno arrestata in flagranza di reato, la donna è accusata del reato di falsità ideologica e di procurato allarme, consistente "nell'annunciare un disastro o un pericolo inesistente, o nel compiere qualsiasi atto in grado di provocare panico o tumulto".

La donna si è presentata all'Upa dicendo agli operatori sanitari che aveva viaggiato come bambinaia per una famiglia a Hong Kong e che stava provando i sintomi associati al coronavirus.

La notizia ha creato il caos nell'unità sanitaria, dove sono stati messi in pratica i protocolli internazionali per il trattamento del virus. La donna è stata quindi isolata e sottoposta ai test del caso.

I familiari della paziente hanno però detto alle autorità che lei non solo non aveva viaggiato, ma che non aveva nemmeno il passaporto. Messa alle strette, la donna ha confessato di aver mentito per non fare la fila ed essere visitata subito.

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