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Malgrado gli aumenti salariali, lavoratrici e lavoratori svizzeri si ritrovano con un potere d'acquisto che non è sostanzialmente migliorato. Lo afferma il sindacato Unia, i cui delegati si sono riuniti oggi a Berna. Per prevenire la soppressione di impieghi, i poteri pubblici devono intervenire contro l'eccessiva forza del franco, che potrebbe mettere a repentaglio ischio 100 mila posti di lavoro.

In media i lavoratori possono contare in questo 2011 su di un aumento salariale reale dell'1%: ciò sarebbe in sé accettabile - si legge in un comunicato di Unia - se i crescenti prelievi dello Stato e l'aumento dei premi delle casse malattia non inghiottissero in un sol colpo il surplus salariale. Inoltre i programmi di risparmio annunciati da numerosi Cantoni mettono a rischio prestazioni pubbliche essenziali.

Secondo Unia, Confederazione, Cantoni e Comuni devono rinunciare a tali misure di risparmio pregiudizievoli per il potere d'acquisto: meglio sarebbe tassare maggiormente coloro i cui redditi, malgrado la crisi, sono aumentati.

I delegati di Unia nel corso della loro assemblea hanno anche approvato gli obiettivi annuali: ottenere miglioramenti mirati nel rinnovo, in particolare, dei contratti collettivi che scadono a fine 2011 nei settori della costruzione, dell'industria orologiera e nell'artigianato del legno. Unia esige inoltre un rafforzamento delle misure di accompagnamento contro il dumping salariale, a cominciare da sanzioni più severe contro i falsi lavoratori indipendenti.

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SDA-ATS