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È disponibile da oggi anche in Svizzera il controverso test prenatale che permette l'individuazione della sindrome di Down nei nascituri attraverso un prelievo di sangue della madre. Lo ha reso noto la società produttrice tedesca LifeCodexx.

Potranno far ricorso a questo test soltanto le donne oltre la 12esima settimane di gravidanza e il cui feto presenta un rischio elevato di trisomia 21, precisa la società nella nota.

Il "Prenatest" - che dipende dalla cosiddetta "ordinanza relativa ai dispositivi medici" (ODmed) e non da quella sui medicamenti - ha ricevuto il certificato di conformità delle autorità sanitarie europee ed è stato automaticamente omologato anche Svizzera.

Esso è considerato un sistema alternativo, e senza rischi, rispetto alla tradizionale amniocentesi, che può provocare aborti spontanei. Già nelle scorse settimane, la notizia del suo imminente arrivo sul mercato aveva però sollevato reazioni discordi.

"Insieme", la federazione che riunisce i genitori di bambini handicappati, ha espresso il timore che il nuovo test possa accrescere la pressione sociale in favore dell'aborto.

Procap, "Associazione svizzera di autoaiuto per persone con handicap", si chiede dal canto suo se le assicurazioni sociali continueranno a sostenere i genitori che decidessero, malgrado la positività del test, di non ricorrere all'aborto: una questione di difficile soluzione, in particolare se le casse malattia dovessero dichiarare l'obbligatorietà dell'esame.

Una trentina di associazioni di 16 paesi si sono rivolte nello scorso giugno alla Corte europea chiedendo che il diritto all'esame prenatale della trisomia non venga riconosciuto, in quanto quasi sempre si conclude con un aborto. La libertà di scelta dei genitori di dare vita o no a un bambino con la sindrome di Down è minacciata da "una politica eugenetica", aveva dichiarato in quell'occasione il francese Jean-Marie Le Mené, presidente della Fondazione Jérôme Lejeune, che sostiene la ricerca sulla trisomia.

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SDA-ATS