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Più di 60'000 civili siriani sono rimasti a Manbij, roccaforte dell'Isis assediata dalle forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti nel nord della Siria. Lo riferisce l'Onu in un comunicato di cui una copia è stata ricevuta dall'ANSA.

Secondo l'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), dall'inizio dell'offensiva su Manbij da parte delle "Forze siriane democratiche" (Fsd), 46'885 civili sono riusciti a lasciare la città e a riparare, come sfollati, in località attorno ora controllate dalle Fsd.

Le Forze siriane democratiche sono la piattaforma capeggiata dall'ala siriana del Pkk anti-turco e sostenuta dalla coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti.

A Manbij città, posta tra Aleppo e Raqqa e ormai circondata su tutti i lati, rimangono circa 65'000 civili, secondo l'Ocha. Parallelamente, sempre secondo l'ufficio Onu, le forze governative siriane hanno lanciato un'offensiva dalla Siria centrale verso Tabqa, località a sud-ovest di Raqqa anch'essa in mano all'Isis. Durante l'offensiva lealista, circa novemila civili hanno dovuto abbandonare le loro case.

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SDA-ATS