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Circa 850 siriani, tra cui 15 minori e sei donne, sono stati uccisi dall'inizio dell'anno nelle prigioni del regime siriano: lo rivela un'indagine dettagliata condotta dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) che dal 2007 monitora le violazioni nel Paese.

L'Ondus, che sul terreno si avvale di una fitta rete di ricercatori, attivisti e fonti mediche, ha documentato l'uccisione di 848 persone sotto tortura, giustiziate sommariamente, morte per le pessime condizioni igieniche e private dell'assistenza medica.

La fonte principale di queste informazioni sono le famiglie delle vittime, a cui il regime consegna soltanto la carta d'identità del defunto. Solitamente i familiari vengono informati dalle autorità siriane del decesso del loro congiunto in seguito a "infarto" o per "suicidio", e raramente le forze di sicurezza consegnano alla famiglia la salma del loro parente.

Secondo il rapporto, nelle carceri del regime siriano vi sono ancora oggi circa 18'000 persone, molti dei quali letteralmente scomparsi in celle dei servizi di controllo e repressione o nelle caserme delle truppe lealiste.

SDA-ATS