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Siria: armi chimiche, 1300 morti, ONU vuole saperne di più

Il segretario generale dell'ONU Ban Ki moon è al corrente delle notizie dalla Siria che parlano di un attacco con armi chimiche e della morte di centinaia di persone. "Stiamo cercando di saperne di più", ha detto un portavoce del capo delle Nazioni Unite. Secondo l'opposizione siriana in esilio le vittime dell'attacco della scorsa notte sarebbero 1300.

In un comunicato diffuso da Istanbul, la Coalizione nazionale delle opposizioni siriane in esilio afferma che, secondo gli attivisti e testimoni locali, le forze siriane fedeli al presidente Bashar al Assad hanno effettuato un attacco chimico nella regione di Damasco, nel quale sono rimaste uccise circa 1300 persone. Gli attivisti hanno anche diffuso un video sul presunto attacco chimico, in cui si vedono molti cadaveri che non presentano segni di ferite e alcuni bambini che sembrano avere difficoltà respiratorie e hanno la bava alla bocca.

Fonti del governo di Damasco hanno smentito e affermato che si tratta solo di "un tentativo di ostacolare il lavoro degli ispettori dell'Onu sulle armi chimiche". Questi sono arrivati domenica in Siria per verificare l'eventuale uso di agenti chimici in tre località: una dove il regime accusa i ribelli di averli impiegati, altri due dove sotto accusa sono i lealisti.

Il capo dell'opposizione siriana, Ahmed al Jarba, ha detto alla tv Al Arabiya di avere chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per esaminare le accuse degli attivisti.

Da parte sua il ministro degli esteri britannico William Hague, entrando al Consiglio straordinario Ue sull'Egitto ha dichiarato: "Se gli attacchi in un'area vicino a Damasco fossero verificati, sarebbe un'escalation scioccante dell'uso delle armi chimiche in Siria". Hague ha reclamato "un accesso illimitato all'area colpita per il gruppo di osservatori delle Nazioni Unite" e ha spiegato che il Regno Unito "solleverà la questione al Consiglio di sicurezza dell'Onu".

Anche il presidente François Hollande e la Lega Araba hanno chiesto agli ispettori dell'Onu di recarsi immediatamente nella regione per accertare la situazione.

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