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In dichiarazioni a una giornalista dell'Associated Press (Ap), ribelli siriani avrebbero ammesso responsabilità nella recente strage causata da agenti chimici alla periferia di Damasco, sostenendo di aver male utilizzato le sostanze fornite loro dall'Arabia Saudita e di aver provocato un incidente. Lo riporta il sito iranian.com in un post in rete in questi giorni.

Ribelli di Ghouta, il quartiere periferico di Damasco dove è stata denunciata la strage, avrebbero confessato alla giornalista Dale Gavlak - che ne ha poi scritto in reportage ripreso anche da siti occidentali - di essere in realtà responsabili dell'incidente di cui le potenze occidentali accusano le forze del presidente Bashar al-Assad.

"Da numerose interviste con dottori, abitanti di Ghouta, combattenti ribelli e loro famiglie", scrive Gavlak, emerge che "molti ritengono che certi ribelli abbiano ricevuto armi chimiche attraverso il capo dell'Intelligence saudita, il principe Banda bin Sultan, e siano responsabili dell'esecuzione dell'attacco col gas".

Ribelli hanno detto alla giornalista che non erano adeguatamente addestrati su come maneggiare le armi chimiche e neppure era stato detto loro che fossero tali. Sembra che le sostanze fossero destinate a "Jabhat al-Nusrad", un'ala di Al Qaida, aggiunge fra l'altro il sito iraniano.

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SDA-ATS