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Una strage è stata provocata oggi a Homs da un bombardamento dei ribelli siriani che hanno fatto esplodere un deposito di munizioni provocando almeno 40 morti, poche ore dopo che il presidente Bashar al Assad era tornato a proclamare la vittoria certa del regime in un messaggio per la giornata delle forze armate.

Il bilancio del bombardamento potrebbe aggravarsi, perché alcuni dei circa cento feriti versano in gravi condizioni e alcune persone risultano ancora disperse, secondo notizie della ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) che ha citato fonti mediche locali. La deflagrazione è stata documentata in un video diffuso dai ribelli in cui si vede una palla di fuoco alzarsi per diverse centinaia di metri in cielo. L'esplosione è avvenuta nel quartiere di Wadi al Thahab, a maggioranza alawita, la stessa confessione religiosa di Assad.

Il regime siriano vincerà "la più feroce guerra della storia moderna", aveva detto Assad in mattinata nel suo messaggio alle forze armate, prima di visitare un ex sobborgo ribelle di Damasco riconquistato da poco dai lealisti. "Se non fossimo sicuri della vittoria non avremmo la capacità di resistere e non saremmo stati in grado di continuare (la battaglia), dopo più di due anni di aggressione", ha affermato il presidente.

"Avete mostrato un raro coraggio nell'affrontare il terrorismo - ha affermato ancora il capo del regime - e avete stupito il mondo intero con la vostra fermezza e l'abilità nel vincere le difficoltà nella più feroce guerra della storia moderna".

Un responsabile dell'opposizione siriana, Burhan Ghaliun, si è detto "disgustato" dalla dichiarazione di vittoria di Assad. "È ripugnante - ha affermato Ghaliun all'agenzia Afp - che parli di vittoria dopo che negli ultimi due anni e mezzo ha distrutto il suo Paese, ha ucciso decine di migliaia di persone e spinto all'esilio la metà della popolazione".

Assad ha poi compiuto una visita inaspettata a Daraya, sobborgo della capitale vicino alla linea del fronte con i ribelli, riconquistato solo alcune settimane fa dalle forze governative dopo durissimi combattimenti. L'uscita del presidente è la prima nel suo genere dopo quella che nel marzo del 2012 Assad fece nell'ex quartiere ribelle di Bab Amro a Homs. La televisione di Stato ha mostrato Assad, in completo blu e senza cravatta, mentre stringeva la mano ad alcuni soldati in tenuta da combattimento, con sullo sfondo immagini di edifici distrutti. A Daraya, cittadina sunnita situata una decina di chilometri a ovest di Damasco, nell'agosto dell'anno scorso gli insorti scoprirono un massacro di centinaia di civili, compresi molti bambini. Un episodio di cui il regime e gli oppositori si addossarono a vicenda la responsabilità.

I combattimenti continuano intanto a devastare città e villaggi. Sette civili, tra i quali due bambini, sono rimasti uccisi nel bombardamento di un mercato da parte delle forze del regime ad Ariha, una località nella provincia nord-occidentale di Idlib, secondo notizie riferite ancora dall'Ondus. Mentre nella provincia centrale di Hama tredici miliziani filo-regime sono stati uccisi in scontri con forze dei ribelli nella cittadina di Khanaser.

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SDA-ATS