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Il presidente siriano Bashar al Assad ha giudicato necessario un "dialogo tra siriani" per risolvere la crisi, durante un incontro avuto oggi a Damasco con l'inviato dell'Onu Lakhdar Brahimi. Lo riferisce la televisione di Stato siriana.

Assad ha ribadito di essere pronto a cooperare con "ogni serio sforzo per risolvere la crisi, a patto che sia neutrale e indipendente".

Il presidente ha rivolto quindi nuovamente un "serio invito ad un dialogo inter-siriano, sulla base degli auspici di tutti i siriani". Ma ha aggiunto che "il successo dell'azione politica è legato alla pressione che deve essere esercitata su quei Paesi che finanziano e addestrano i terroristi e fanno entrare armi in Siria".

La crisi siriana rappresenta una "minaccia per il popolo siriano, per la regione e per il mondo", ha affermato dal canto suo Brahimi. La crisi, ha aggiunto, "sta peggiorando di giorno in giorno ed è terribilmente importante e urgente affrontarla nel modo dovuto", perché essa "rappresenta una minaccia per il popolo siriano, per la regione nel suo complesso e per il mondo".

"Prima di rientrare a New York per una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - ha fatto sapere ancora Brahimi - farò una serie di visite, e a tempo debito mi recherò in tutti i Paesi che hanno un interesse o un'influenza, o entrambi, nella questione siriana". L'inviato delle Nazioni Unite ha aggiunto che tornerà anche in missione a Damasco.

"Ripeto che al momento - ha sottolineato Brahimi - non ho un piano, ma lo metterò a punto dopo che avrò sentito tutti i punti di vista delle parti all'interno del Paese, nella regione e a livello internazionale". "Spero - ha concluso l'inviato Onu - che sarò capace di aiutare, anche se di poco, il popolo siriano".

Bombardamenti continuano in tutto paese

Bombardamenti governativi, anche con l'impiego dell'aviazione, continuano oggi in varie località della Siria, compresi alcuni sobborghi di Damasco, nonostante l'incontro in corso tra l'inviato speciale dell'Onu Lakhdar Brahimi e il presidente Bashar al Assad. Lo affermano i Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell'opposizione.

Secondo gli Lcc, bombardamenti aerei sono state effettuati in particolare su Abadeh, Jisrin e Mazaraa Malieheh, sobborghi della capitale, e su alcune località della provincia di Aleppo. Bombardamenti con l'impiego di mortai sono segnalati dalla stessa fonte nelle province di Idlib e Daraa.

I Comitati dell'opposizione affermano inoltre che i cadaveri di sei persone passate sommariamente per le armi dai militari governativi sono stati trovati abbandonati nel quartiere di Qadam, a Damasco, vicino all'autostrada che porta verso Daraa.

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SDA-ATS