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Siria: attivisti, almeno quattro civili uccisi a Qusayr

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2011 - 12:20
(Keystone-ATS)

Almeno quattro civili sono stati uccisi e una decina di altri sono rimasti feriti stamani a Qusayr, cittadina a ridosso del confine libanese nella regione siriana centrale di Homs. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locale, piattaforma che riunisce gli organizzatori delle proteste anti-regime.

Le fonti precisano che alcuni abitanti di Qusayr sono stati colpiti mortalmente dai proiettili delle forze di sicurezza penetrate stamani poco prima dell'alba nel centro abitato assieme ai carri armati dell'esercito.

Secondo i Comitati di coordinamento locale, l'offensiva dell'esercito prosegue anche nella provincia nord-occidentale di Idlib, nonostante fonti militari abbiano ieri affermato che i soldati si erano ritirati dalla regione al confine con la Turchia. Carri armati e shabbiha (bande di lealisti armati) sono tornati stamani a Saraqib, cittadina 40 km dal confine turco.

Alcuni giornalisti accreditati in Siria e che avevano avuto la possibilità martedì di visitare, sotto rigidi controlli dell'esercito di Damasco, la città centrale di Hama spingendosi verso nord-ovest fino ad Ariha, avevano raccontato di aver visto alcuni carri armati allontanarsi dalla provincia di Idlib. Una fonte militare siriana aveva affermato che era in corso il ritiro da quella regione.

Intanto le immagini del minareto di una delle principali moschee di Dayr az Zor, 450 km a nord-est di Damasco e capoluogo della regione confinante con l'Iraq, colpito e abbattuto da colpi di artiglieria dell'esercito siriano sono stamani sulle prime pagine di alcuni più importanti quotidiani arabi e sono trasmesse più volte dai canali satellitari panarabi al-Jazira e al-Arabiya.

Le sequenze video, diffuse sui social network dal canale Youtube Ugarit gestito da attivisti siriani anti-regime, sono state pubblicate ieri e mostrano il minareto della moschea Uthman ben Affan a Dayr az Zor bersagliato da alcuni colpi di artiglieria e poi crollare in macerie sull'edificio del luogo sacro.

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