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La Siria è un "campo di battaglia" teatro di massacri commessi in totale impunità da entrambe le parti in conflitto, ha denunciato oggi a Ginevra la Commissione Onu di inchiesta sulle violazioni in Siria.

"Le forze governative ed i loro sostenitori hanno continuato a lanciare attacchi generalizzati contro la popolazione civile, commettendo omicidi, torture, stupri e sparizioni forzate, che costituiscono crimini contro l'umanità", afferma l'ultimo rapporto della Commissione istituita dal Consiglio Onu sui diritti umani nell'agosto 2011.

Anche "i gruppi armati anti-governativi - prosegue il documento reso noto a Ginevra - hanno commesso crimini di guerra, tra cui uccisioni, esecuzioni senza processo, torture, sequestri e attacchi contro oggetti protetti. Hanno assediato e sottoposti a bombardamenti indiscriminati civili".

Inoltre, gruppi armati anti-governativi e curdi hanno reclutato e utilizzato bambini soldato. "Gli autori di questi crimini e violazioni, di qualunque parte, agiscono in spregio al diritto internazionale. Non hanno paura di doverne risponderne", deplora la commissione. "

È indispensabile portarli davanti alla giustizia", aggiunge. Il rapporto - che deplora il numero "incalcolabile" di siriani scomparsi - copre il periodo tra il 15 maggio e il 15 luglio 2013.

Damasco non ha autorizzato la Commissione guidata dal brasiliano Paulo Pinheriro a recarsi in Siria. Le informazioni sono basate su 258 interviste ed altri elementi di prova. Il rapporto sarà presentato lunedì prossimo 16 settembre al Consiglio Onu sui diritti umani, riunito in sessione a Ginevra.

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SDA-ATS