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La Commissione Onu di inchiesta sulla Siria ha denunciato oggi il ruolo dei "Comitati popolari" di auto-protezione, usati in alcuni casi dal regime per compiere perquisizioni, saccheggi, ma anche uccisioni di massa.

"In un'allarmante e pericolosa tendenza, uccisioni di massa presumibilmente perpetrati da Comitati popolari hanno a volte assunto aspetti settari", afferma la Commissione di inchiesta in un rapporto presentato oggi al Consiglio Onu sui diritti umani, riunito in sessione a Ginevra.

Recentemente, il regime ha cominciato ad integrare questi Comitati popolari, presumibilmente sorti come gruppi di auto-protezione contro le forze anti-governative e gang criminali, insieme ad altri gruppi, "in una nuova forza paramilitare chiamata Forza di difesa nazionale, istituzionalizzando le milizie esistenti ed organizzandole in una struttura operativa", afferma la Commissione.

Il rapporto - che aggiorna i precedenti documenti e denuncia una "guerra civile sempre più distruttiva" - stigmatizza l'assenza di rispetto dei civili nella condotta delle ostilità, da parte delle forze del regime ma anche dei gruppi armati anti-governativi.

"Se gli attori nazionali, regionali e internazionali falliranno nel trovare una soluzione al conflitto e nel fermare l'agonia di milioni di civili, l'alternativa sarà la distruzione politica, economica e sociale della Siria, con conseguenze devastanti per la regione e per il mondo", ha ammonito il presidente della Commissione di inchiesta, il professore brasiliano Paulo Pinheiro.

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SDA-ATS