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I curdi nel nord-est della Siria hanno annunciato la formazione di un governo autonomo di transizione, dopo una serie di successi sul terreno contro le milizie jihadiste dell'opposizione. La decisione di formare una "amministrazione civile di transizione" è stata presa due giorni fa in una riunione nella città di Qamishli, vicino al confine con la Turchia, tra diversi gruppi locali, secondo un comunicato l'Unione democratica del Kurdistan (Pyd), citato dall'agenzia Afp.

La decisione sembra destinata a provocare non poche preoccupazioni per possibili spinte indipendentiste delle comunità curde anche nei vicini Turchia e Iraq. Fin dal luglio scorso i leader curdi siriani avevano preannunciato l'intenzione di formare un governo autonomo.

L'annuncio è stato fatto nel giorno stesso in cui da Istanbul le opposizioni riunite nella Coalizione nazionale siriana hanno fatto sapere di avere anch'esse raggiunto un accordo per formare un governo ombra, con il forte sostegno dell'Arabia Saudita, incaricato in teoria di amministrare i territori non più sotto il controllo delle forze governative, nel nord della Siria.

Nel comunicato delle formazioni curde si precisa di voler formare la nuova amministrazione "nell'area del Kurdistan occidentale-Siria", che sarà suddivisa in tre settori ciascuno con una assemblea locale e rappresentanti in un governo di tutta la regione. "I compiti più importanti dell'amministrazione transitoria saranno la preparazione di leggi per elezioni locali e di elezioni generali, così come la gestione di questioni politiche, militari, della sicurezza ed economiche nella regione e in Siria", afferma ancora la nota.

Le forze curde hanno acquisito sempre maggiore potere nel nord-est della Siria fin dalla metà del 2012, quando le truppe governative di Damasco si sono ritirate dalla regione lasciando apparentemente a loro il compito di combattere contro i miliziani delle forze jihadiste. Negli ultimi mesi i curdi si sono impadroniti di posti di importanti posti di frontiera con la Turchia e l'Iraq. I curdi sono circa il 15 per cento della popolazione siriana e sono concentrati soprattutto nell'area nord-orientale del Paese.

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SDA-ATS