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La Siria accetta di mettere sotto controllo internazionale il suo arsenale chimico. Lo ha detto il ministro degli esteri siriano Walid al-Muallim, citato dalla tv di Damasco mentre parlava in conferenza stampa a Mosca.

"Abbiamo preso in seria considerazione l'offerta del ministro russo Serghiei Lavrov", ha detto Muallim, "E abbiamo quindi deciso di accogliere l'iniziativa russa. Per noi - ha aggiunto Muallim - le vite dei nostri cittadini e la sicurezza del nostro paese sono una priorità. E confidiamo nella saggezza delle autorità russe che stanno cercando di evitare un'aggressione americana contro il nostro popolo".

L'idea è stata accolta con favore anche dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon."Tra le proposte che intendo fare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite c'è quella di inviare immediatamente le armi chimiche presenti in Siria in un posto sicuro all'interno del paese dove possono essere distrutte", ha continuato il segretario generale delle Nazioni Unite in una conferenza stampa al Palazzo di Vetro a New York. Ban ha anche affermato che "se le armi chimiche sono state usate in Siria, la comunità internazionale deve fare qualcosa".

Il segretario generale dell'Onu ha quindi indicato di non aver ancora ricevuto il rapporto da Ake Sellstrom sull'uso di armi chimiche in Siria. Ban ha sottolineato nuovamente "l'imbarazzante paralisi del Consiglio di Sicurezza sulla Siria" e sta già considerando diverse proposte da fare ai Quindici quando riceverà il rapporto del team di esperti dell'Onu.

In precedenza, il presidente siriano Bashar al Assad, in un'intervista concessa alla rete televisiva statunitense Cbs aveva dichiarato: se ci sarà un attacco contro la Siria, aspettatevi risposte a tutto campo, perché "non siamo l'unico attore nella regione". Assad aveva inoltre negato che il regime sia dietro agli attacchi di gas nervino.

Intanto sul terreno si continua a combattere. Almeno undici agenti di polizia sono morti e altri dieci sono rimasti feriti la notte scorsa nella città di Homs, quando tre razzi lanciati dai ribelli hanno colpito una stazione delle forze di sicurezza. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

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SDA-ATS