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Attivisti siriani hanno accusato le forze del presidente Bashar al Assad di aver usato armi chimiche nel pesante bombardamento di oggi nelle aree vicine a Damasco sotto controllo dei ribelli. Fonti del governo hanno smentito e affermato che si tratta solo di "un tentativo di ostacolare il lavoro degli ispettori dell'Onu sulle armi chimiche", attualmente in Siria.

Gli ispettori, arrivati domenica, devono accertare l'eventuale uso di agenti chimici in tre località: una dove il regime accusa i ribelli di averli impiegati, altri due dove sotto accusa sono i lealisti.

L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ong) ha dal canto rivolto un appello a loro e alla Croce Rossa perché "si rechino immediatamente nelle aree devastate dai bombardamenti per verificare" la situazione e "dare assistenza e cure mediche alle persone che ne hanno bisogno".

Anche la Lega Araba ha chiesto agli ispettori dell'Onu di recarsi immediatamente nella regione intorno a Damasco per accertare la situazione.

Dal canto suo il ministro degli Esteri britannico William Hague ha espresso "profonda preoccupazione". Si tratterebbe di "un'escalation scioccante", ha detto Hague insistendo sulla necessità che il governo siriano "consenta l'immediato accesso alla zona" e affermando che se vi saranno prove a conferma dell'accaduto Londra è pronta a porre la questione al consiglio di sicurezza dell'Onu.

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SDA-ATS