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Decine di miliziani sono stati uccisi negli ultimi due giorni nel nord-ovest della Siria in combattimenti tra due raggruppamenti fondamentalisti degli insorti, secondo notizie riferite da fonti dei ribelli e di attivisti dell'opposizione.

I combattimenti sono in corso a cavallo tra le province di Hama e di Idlib, in un territorio controllato da formazioni ribelli e da qaedisti del Fronte Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra).

Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), almeno 69 miliziani sono rimasti uccisi da ieri in bombardamenti, esplosioni, esecuzioni sommarie e scontri che hanno visto opporsi il raggruppamento Hayyaat Tahrir al Sham, di cui fa parte Fatah al Sham, e quello del Jund al Aqsa. Esponenti di ciascuna delle due parti, parlando con l'agenzia Ap, hanno accusato i rivali di avere provocato i combattimenti.

Secondo l'Ondus, almeno quattro miliziani di Jund al Aqsa sono morti facendosi esplodere con autobomba o con cincture esplosive durante attacchi suicidi alle postazioni della parte avversa.

Il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente perché si ignora ancora la sorte di altre decine di miliziani.

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SDA-ATS