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L'impunità dei crimini commessi in Siria è una "tragedia per la giustizia internazionale". Lo ha denunciato Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu d'inchiesta sulla Siria. "Abbiamo raccolto prove, identificato gli autori, ma non c'è seguito, non c'è un tribunale internazionale che se ne occupa e vige invece un'impunità totale", ha deplorato l'ex procuratrice internazionale in una conferenza stampa a margine della presentazione oggi a Ginevra dell'ultimo aggiornamento dei rapporti della Commissione sui crimini in Siria.

Il documento stigmatizza l'inazione della comunità internazionale e del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Per il presidente della Commissione, Paulo Sergio Pinheiro, si è creato uno "spazio" dove si sta esprimendo "il peggio dell'umanità".

Nel suo ultimo aggiornamento, la Commissione elenca gravi violazioni commesse da entrambe le parti in conflitto, dai bombardamenti al blocco degli aiuti umanitari, alle torture a morte all'interno di centri di detenzione, alle decapitazioni in piazza, agli stupri, al reclutamento di bambini.

"L'aspetto più pericoloso di questi sviluppi è l'aumento della minaccia settaria, una diretta conseguenza del predominio di gruppi estremisti come l'ISIS", ha aggiunto Pinheiro.

SDA-ATS