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Malik al-Kurdi, vicecomandante dell'Esercito Siriano Libero (ESL), ha detto oggi in un'intervista al quotidiano turco Zaman online che il principale gruppo armato di opposizione siriano è contrario a qualsiasi piano di pace che mantenga Bashar al-Assad ai vertici.

Il popolo siriano "è deciso a portare fino in fondo la rivoluzione" e a cacciare Assad e gli attuali dirigenti del regime. "Vogliamo la caduta del regime, responsabile di massacri e omicidi. Non vogliamo che né Assad né il suo regime rimangano", ha affermato.

Il piano di pace, presentato dall'inviato dell'ONU Kofi Annan approvato sabato a Ginevra dalle principali potenze occidentali, da Russia, Cina e Lega araba, prevede l'avvio di una fase di transizione dalla quale non sarebbe escluso nessuno degli attori della crisi. Secondo gli USA Assad non dovrebbe potervi partecipare ma la Russia è in disaccordo.

Stando al suo vicecomandante l'ESL può contare oggi su 100'000 combattenti e "ogni giorno" decine di militari disertori la raggiungono in territorio turco. "Il morale dell'ESL è alto" mentre le truppe di Assad e le milizie vicine al regime secondo al-Kurdi sarebbero "demoralizzate".

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SDA-ATS